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Ilenia Pastorelli: «In amore sono stata sfortunata. La convivenza mi affatica, meglio due case separate»
L’attrice debutta come scrittrice con il romanzo Non so come è successo: «Il successo non garantisce la felicità»
Ilenia Pastorelli debutta in libreria con il suo primo romanzo
Dopo il David di Donatello vinto nel 2016 con Lo chiamavano Jeeg Robot, Ilenia Pastorelli apre un nuovo capitolo della sua carriera. Martedì 13 gennaio pubblica per HarperCollins il suo primo romanzo, Non so come è successo, un’opera in parte autobiografica che racconta fragilità, sogni e disillusioni, soprattutto delle nuove generazioni.

«All’inizio non volevo scrivere – racconta – poi ho accettato per uscire da un mio momento di chiusura verso tutto e tutti».
Un libro tra autobiografia e formazione
Il romanzo ha come protagonista Anita, una giovane donna che attraversa un percorso di crescita tra danza, televisione e recitazione. Un cammino che ricorda quello dell’autrice, pur senza coincidere completamente con la sua storia.
«C’è molto di me, ma non è la mia vita – spiega Ilenia Pastorelli –. Il messaggio è semplice, anche se può sembrare banale: il successo non è come ce lo immaginiamo e non garantisce la felicità».
Depressione, ansia e momenti di down

Nel libro si parla anche di depressione, un tema che l’attrice conosce da vicino.
«Io soffro più di ansia che di depressione – chiarisce –. Dopo grandi emozioni mi è capitato di sentirmi svuotata: nel 2011 dopo il Grande Fratello, nel 2016 dopo Jeeg Robot, nel 2018 dopo il film con Carlo Verdone. Sono momenti di down che capitano a tanti».
Il bilancio dopo dieci anni di carriera
A distanza di dieci anni dal successo che l’ha consacrata, Pastorelli traccia un bilancio positivo, ma senza idealizzazioni:
«Sono ancora viva, quindi direi buono. Ho lavorato con grandi registi come Carlo Verdone e Dario Argento. Ho cercato un equilibrio tra il troppo e il troppo poco, che poi sono le oscillazioni della vita».
E aggiunge:
«Odio chi si definisce solo per quello che fa. Amo il mio lavoro, ma alla fine serve anche a pagare mutuo e bollette».
Amore e relazioni: «Sono stata sfortunata»
Ampio spazio, nell’intervista rilasciata a Il Messaggero, anche alla sfera sentimentale. Pastorelli è molto diretta:
«In amore sono stata sfortunata. Ora l’idea della convivenza mi affatica molto. Preferisco vivere in due case diverse: non riesco più a condividere gli spazi, anche perché sono disordinatissima».
Sulle relazioni passate ammette:
«Ho scelto uomini psicologicamente sbagliati. Si vedeva che non erano quelli giusti, eppure li prendevo lo stesso».
Indipendenza e distacco emotivo
Un altro equivoco che l’ha spesso accompagnata riguarda il suo modo di vivere le relazioni:
«Mi contestavano il distacco emotivo, che in realtà era solo una mia voglia di indipendenza. Già faccio fatica a stare con uno, figuriamoci con due».
Il ringraziamento a Gabriele Mainetti
Tra le persone fondamentali nel suo percorso, Pastorelli non ha dubbi:
«Il primo grazie va a Gabriele Mainetti. È stato il primo a capire che potevo fare questo lavoro. Io nemmeno ci pensavo, lui ha creduto in me fino in fondo».
Sguardo al futuro: regia, vacanze e nuovi progetti
Reduce da quattro film girati nel 2025, l’attrice confessa di essere stanca e di desiderare una pausa:
«Vorrei andare alle Maldive, non ci sono mai stata».
Intanto guarda avanti, con curiosità verso la regia, anche se per ora preferisce non svelare troppo.
«Un giorno scriverò il libro delle confessioni»
Non so come è successo potrebbe essere solo l’inizio di un percorso letterario:
«Un giorno mi piacerebbe scrivere un libro con le mie confessioni. Lo farò fra quindici anni. Ora non posso».
Una donna libera, tra coraggio e consapevolezza
Alla fine, Pastorelli si definisce così:
«Sono coraggiosa. Per me il coraggio significa avere paura e provare comunque a superarla».
Un ritratto sincero e senza filtri, che ritroviamo anche nelle pagine del suo primo romanzo.