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Biografie

Marco Pantani, il Pirata del ciclismo: la storia, le vittorie e il dramma di un campione senza tempo

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marco pantani

Dal trionfo storico tra Giro d’Italia e Tour de France alla caduta umana: chi era davvero Marco Pantani

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Chi era Marco Pantani

Marco Pantani nasce il 13 gennaio 1970 a Cesena e cresce a Cesenatico, diventando uno dei più grandi simboli del ciclismo italiano e mondiale. Scalatore purissimo, amato per il suo stile aggressivo e per la bandana colorata, Pantani entra nell’immaginario collettivo come “Il Pirata”, capace di infiammare le montagne e il cuore dei tifosi.

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Esordisce da professionista il 5 agosto 1992 con la Carrera Tassoni. La prima vittoria arriva al Giro d’Italia 1994, nella tappa di Merano, seguita dalla memorabile affermazione all’Aprica: è l’inizio della leggenda.

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L’ascesa e il mito del Pirata

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Nel 1995 Pantani si impone definitivamente sulla scena internazionale: al Tour de France vince due tappe iconiche, Alpe d’Huez e Guzet-Neige, consacrandosi come il miglior scalatore della sua generazione. In quello stesso anno conquista il bronzo ai Mondiali di Duitama.

Il mito del Pirata nasce anche dall’immagine: niente berretto tradizionale, ma una bandana in testa e uno stile di corsa ribelle, istintivo, romantico.

Il 1998: l’impresa leggendaria

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Il 1998 è l’anno che lo rende immortale. Pantani compie un’impresa riuscita a pochissimi nella storia del ciclismo: vince Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno. In Italia domina a Piancavallo e Montecampione; in Francia conquista tappe leggendarie come Plateau de Beille e Les Deux Alpes, arrivando a Parigi in maglia gialla.

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Da quel momento entra nell’élite assoluta dei campionissimi.

Il 1999 e l’inizio del dramma

Il Giro d’Italia 1999 sembra la conferma definitiva: Pantani vince quattro tappe e indossa la maglia rosa. Ma dopo la vittoria di Madonna di Campiglio, un controllo antidoping rileva un valore di ematocrito fuori norma. Viene escluso dalla corsa.

Da quel momento inizia il dramma umano di Marco Pantani. Si proclama innocente, ma lascia il Giro distrutto psicologicamente. La sua carriera entra in una spirale discendente fatta di stop, rientri difficili e crisi personali.

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Gli ultimi anni e la morte

Pantani prova a reagire: torna al Tour, vince sul Mont Ventoux e a Courchevel, ma non ritrova più continuità. Nel 2003 chiude il suo ultimo Giro al 14° posto. Nel 2004, il 14 febbraio, viene trovato morto in un residence di Rimini, a soli 34 anni. La causa ufficiale è overdose.

La sua scomparsa sconvolge l’Italia. La Gazzetta dello Sport titola semplicemente: «Se n’è andato».

Marco Pantani

Nel 2005 a Cesenatico viene inaugurata una statua in suo onore. Nel 2014 l’inchiesta sulla sua morte viene riaperta, ipotizzando l’omicidio. Oltre ogni verità giudiziaria, resta il mito.

Marco Pantani è ancora oggi il simbolo di un ciclismo romantico, estremo, fragile e grandioso. Un campione capace di volare in salita e di cadere nella vita, ma mai dimenticato.

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