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MUSICA

Antonietta Stella, l’ultima grande voce della lirica del dopoguerra

Omaggio ad una delle voci più famose della lirica

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Antonietta Stella

Un mese fa la scomparsa di Antonietta Stella, una delle voci liriche più famose

Ormai un mese fa si è spenta nella sua casa romana la cantante lirica Antonietta Stella, soprano di fama mondiale. Era l’ultima grande protagonista della generazione che, a cavallo tra gli anni ’40 e gli anni ’50, emerse nei teatri lirici di tutto il mondo, riscuotendo trionfi continui e meritati.

Antonietta Stella: amore immediato per il canto

Nata a Perugia il 15 marzo del 1929, Antonietta Stella si era appassionata al canto sin da piccola. Già negli anni delle elementari e nelle funzioni religiose per la Prima Comunione, ella aveva sfoggiato un timbro duttile, squillante e intonato che aveva lasciato di stucco insegnanti e sacerdoti. Poi ricevette un apparecchio radio in regalo dai genitori e rimase colpita dall’ascolto, in collegamento diretto dal Teatro dell’Opera di Roma, dell’opera di Giuseppe Verdi Un ballo in maschera, tanto che già il giorno dopo la piccola Antonietta canticchiava le arie della protagonista femminile, Amelia. Da quella folgorazione agli studi di canto lirico il passo fu breve.

Il debutto accanto a Mario Del Monaco e il grande successo internazionale

La ragazzina si iscrisse, perciò, al Conservatorio Morlacchi del capoluogo umbro e si diplomò a pieni voti non ancora ventenne; quindi risultò la prima assoluta a un concorso per voci nuove indetto a Spoleto. A quasi 22 anni, la sera di sabato 27 gennaio 1951, Antonietta Stella debuttò al Teatro dell’Opera di Roma in occasione di una serata speciale per i 50 anni dalla morte di Giuseppe Verdi: cantò Leonora ne La forza del destino e al suo fianco, nel ruolo di Don Alvaro, ebbe un collega veramente di spicco come il tenore fiorentino Mario Del Monaco. Seguì un periodo di spettacoli in giro per l’Italia, per poi imporsi definitivamente all’attenzione degli ascoltatori in occasione di un’edizione del Maggio Musicale Fiorentino, per il rilancio di un’opera minore verdiana, Aroldo, in cui ella ricopriva il ruolo della moglie del protagonista, di nome Mina. Nel 1954 debuttò dapprima alla Scala di Milano come Desdemona nell’Otello (sempre di Verdi) e poi all’Opera Reale di Covent Garden a Londra nell’Aida, la stessa opera che l’avrebbe vista successivamente esordire al Metropolitan di New York nel novembre del 1956.

Antonietta Stella: non solo Verdi, ma anche (e soprattutto) la “Maddalena” di Giordano

Accanto ai ruoli di spicco delle eroine verdiane, per le quali era necessario il timbro del cosiddetto soprano drammatico, la cantante perugina sperimentò, attraverso i due mezzi più rivoluzionari del periodo (la televisione e i dischi in vinile), i personaggi della “Giovane Scuola”, cioè quella fucina di autori italiani di melodrammi affacciatisi dopo Verdi. A parte un interessante LP dedicato a tutte le principali arie per soprano di Giacomo Puccini, inciso a Londra per la EMI, Antonietta Stella si fece apprezzare anche come voce “lirica”, cioè più dolce e suadente, vestendo i panni di Maddalena di Coigny in una ben nota edizione televisiva RAI dell’Andrea Chénier di Umberto Giordano, trasmessa per la prima volta nel 1955 e ancor oggi visibile in rete (con lei agivano Mario Del Monaco nel ruolo del protagonista, il poeta rivoluzionario francese condannato alla ghigliottina, e il baritono Giuseppe Taddei che dava voce e volto a Carlo Gèrard). Anzi, quella Maddalena fece epoca e quando, nel 1963, fu invitata ancora dalla EMI a interpretarla su disco accanto al tenore marchigiano Dario Franco Corelli, l’artista umbra diede l’interpretazione più bella mai incisa di quel personaggio.

Le magnifiche 4: Maria Callas, Renata Tebaldi, Anna Moffo e Antonietta Stella

Antonietta Stella ebbe la sola sfortuna di essere capitata in un momento in cui le regine della lirica erano davvero tante e quindi l’attenzione del pubblico, anche quello non “iniziato” al melodramma, era rivolta in misura più costante ad artiste come Maria Callas, la sua rivale Renata Tebaldi e la bella italo-americana Anna Moffo. Questo però non ne scalfì la fama internazionale, soprattutto in Inghilterra, negli Stati Uniti ed in Giappone.

Per chi volesse andare a riascoltarsi e rivedersi la cantante di Perugia, segnaliamo in video non solo il già ricordato Andrea Chénier televisivo del 1955, ma anche Il Trovatore di Giuseppe Verdi, andato in onda nel 1966 (con Stella cantavano il tenore emiliano Carlo Bergonzi e il baritono triestino Piero Cappuccilli), mentre in audio vale la pena non perdere altre due opere verdiane, La Traviata, realizzata con i complessi del Teatro alla Scala prendendo il posto di Maria Callas che aveva rinunciato all’incisione, e Un ballo in maschera (l’amato ruolo di Amelia). Infine, naturalmente, la versione discografica dello Chènier di Umberto Giordano registrata da Antonietta Stella nel ’63 con la direzione d’orchestra del concertatore toscano Gabriele Santini.

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