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È morto Umberto Bossi. Addio al ‘senatur’
Il popolo della Lega Nord piange il suo fondatore Umberto Bossi. Ha segnato la vita politica della Seconda Repubblica ed è parte integrante della storia del centrodestra italiano. Si è spento a 84 anni.
Umberto Bossi, uno dei fondatori più iconici della Lega Nord, si è spento oggi all’età di 84 anni, lasciando un segno indelebile nella politica italiana. Conosciuto da tutti come il “senatur”, Bossi ha dedicato la sua vita alla causa del federalismo e della Padania, portando avanti istanze che hanno caratterizzato la Lega e influenzato profondamente il centrodestra italiano.

Dagli esordi alla fondazione della Lega Nord
Nato nel 1941 a Cassano Magnago, in provincia di Varese, Bossi ha iniziato la sua carriera politica a partire da esperienze locali e da movimenti autonomisti. Nel 1984, fonda la Lega Autonomista Lombarda, poi trasformata in Lega Lombarda, e successivamente in Lega Nord nel 1989. Il partito, che inizialmente nasce con l’intento di promuovere l’autonomia del Nord Italia, cresce esponenzialmente nei decenni successivi, conquistando milioni di voti grazie alla sua retorica contro “Roma ladrona” e il centralismo statale.
Il ruolo di Bossi nella politica nazionale
Nel 1992, con la Lega ormai un punto di riferimento del panorama politico italiano, Umberto Bossi entra alla Camera dei deputati, conquistando rapidamente consensi. La sua leadership guida il partito attraverso diverse trasformazioni politiche, fino a quando nel 1994 il Carroccio si allea con Forza Italia, dando vita al primo governo Berlusconi. Tuttavia, la relazione con Berlusconi si incrina presto e Bossi diventa uno degli avversari più critici del centrodestra.
Nel corso degli anni, Bossi si distingue anche per la sua capacità di mobilitare i militanti e di organizzare eventi di massa, come il raduno annuale di Pontida, simbolo della sua lotta per l’indipendenza del Nord.
Gli ultimi anni e l’addio alla politica attiva
Negli ultimi anni della sua carriera politica, Bossi ha subito gravi problemi di salute, tra cui un ictus che nel 2004 ne ha compromesso gravemente la mobilità. Nonostante ciò, ha continuato a essere una figura influente nel partito, anche se progressivamente distaccato dalla direzione seguita dal suo successore, Matteo Salvini. Le sue critiche alla deriva nazionalista della Lega e il suo ritiro dalla politica attiva hanno segnato la fine di un’epoca per il movimento.
Bossi lascia una lunga scia di successi, ma anche di polemiche e scandali. La sua figura rimarrà indissolubilmente legata alla storia della Lega e alla politica italiana del XXI secolo.