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Gianmarco Sicuro, inviato del Tg2 vittima di fake news: “Non è a Kiev”

Le fake news si abbattono anche sul mondo del giornalismo tv

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Gianmarco Sicuro vittima di fake news: odio social per l’inviato del Tg2, ma il video è falso

Fake news che questa volta sconfinano il mondo del gossip per abbattersi su un giornalista di cronaca inviato a Kiev per il Tg2: un fotomontaggio lascia pensare che Gianmarco Sicuro si trovi non lontano da Brescia, annunciandosi però in tv come se fosse in diretta da Kiev. Una fake news ovviamente dal momento che l’inviato si trova in Ucraina: la bufala però sta costando al giornalista un’ondata d’odio gratuito.

La sostituzione dei cartelli alle spalle dell’inviato

Basta un fotomontaggio di qualche secondo a volte per rovinare una carriera o per compromettere la credibilità di persone e programmi. Quello che sta succedendo in queste ore a Gianmarco Sicuro, giornalista per il Tg2 inviato in Ucraina per l’Italia, a Kiev. E per quanti si interrogheranno sulla veridicità del fotomontaggio, sgominando la bufala, altrettanti non se lo domanderanno credendo davvero che il giornalista si trovasse a pochi km da Brescia.

Gianmarco Sicuro vittima di fake news: il video da Kiev per il Tg2 manomesso online

Così infatti l’ex conduttore di Unomattina Estate è stato fatto apparire in un video manomesso, i cui cartelli alle sue spalle sono stati cambiati. Un cerchiolino posto ad evidenziare la bufala: Brescia, la scritta che appare sul cartello. Qualcuno ha voluto far sì che altri pensassero di essere ingannati dal giornalista e dal Tg2, ingannati sul fatto che si trovasse in Ucraina. Tutto falso ovviamente dal momento che sicuro si trovava opportunamente a Kiev, come segnalato nel sottopancia del Tg2. I cartelli stradale indicanti Brescia sarebbero stati aggiunti digitalmente da qualcuno successivamente, proprio per mettere in circolo notizie del tutto false. La denuncia arriva da parte del giornalista e i sindacati esprimono vicinanza. In queste ore infatti il giornalista, per colpa del video falso, è stato preso virtualmente di mira, ora al centro di un odio ingiustificabile.

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