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Gina Lollobrigida, Signorini le canta alle colleghe: “Nessuno si è fermato per ricordare la sua carriera”

Signorini a briglie sciolte contro colleghi e colleghi che non hanno avuto rispetto di fronte alla morte di Gina Lollobrigida

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Alfonso Signorini indignato da colleghe e colleghi: cos’è successo dopo la morte di Gina Lollobrigida

Sa bene di che cosa e di chi parla Signorini quando scende in campo tra le pagine di Chi per difendere la carriera d’oro di Gina Lollobrigida. Le canta a tutti il direttore del settimanale, scagliandosi proprio contro i colleghi che non hanno risparmiato i gossip nemmeno di fronte alla sua morte.

Scomodi gossip e illazioni sull’eredità dopo la morte dell’attrice

Che la morte di Gina Lollobrigida sia stata oscurata del tutto da un’infinità di gossip inopportuni è stata cosa chiara a tutto il pubblico televisivo. Chi ha voluto parlare del suo presunto matrimonio con Rigau, ma non solo. Chi ha voluto porre l’accento sulla quasi “sospetta” presenza nella sua vita di Piazzolla, chi ha voluto indagare con cinismo sul suo testamento. Ogni conduttore ha voluto avere un ruolo in questa intricata vicenda, quasi tralasciando però la morte di un’attrice che, in quanto tale, non è stata ricordata a dovere. Questo è sostanzialmente anche il pensiero di Alfonso Signorini. Nel suo editoriale su Chi, il giornalista non ha risparmiato attacchi a colleghi e colleghe senza però fare nomi.

La rabbia di Signorini in difesa di Gina Lollobrigida: “Nessuno si è fermato a ricordare la sua carriera”

Signorini di nomi non ne fa ma basta ripescare le puntate precedenti di alcuni dei programmi per capire a chi si stia riferendo. “Penso alla morte di Gina Lollobrigida, diventata una vetrina per i soliti volti noti che si sono accapigliati nel ricordare quanto fossero amici della cara estinta. – scrive Signorini su ChiUn profluvio di fotografie per dimostrare una millantata amicizia, infarcita di aneddoti che, per ovvie ragioni, non avrebbero mai potuto essere smentiti dalla diretta interessata“. Ma c’è di più perché Signorini condanna duramente quello che è successo. “Non era ancora stata sepolta che si sprecavano ore e ore di dirette televisive a parlare della sua eredità, contesa tra parenti serpenti e mariti inesistenti. Nessuno, e dico nessuno, che si sia fermato a ricordare la sua straordinaria carriera“, l’ira del giornalista.

Non facendo nomi Signorini parla di tutti e nessuno allo stesso tempo, ma come dicevamo, i conti si fanno in fretta. Da Alberto Matano a Mara Venier, da Barbara d’Urso a Federica Panicucci: dalla Rai a Mediaset, i nomi dei possibili imputati sono tanti, troppi.

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