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Marilyn Monroe: i 5 abiti che l’hanno resa immortale

Marilyn Monroe nei panni di Marilyn Monroe: un viaggio nell’armadio della diva tra i suoi abiti più iconici

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Marilyn Monroe: i 5 abiti che l'hanno resa immortale

Marilyn Monroe è indiscutibilmente la diva che oltre ad aver lasciato il segno sulla Walk of Fame ha fatto la storia anche nel mondo della moda. Sinuosa, affascinante, sensuale nel suo corpo a clessidra (che manteneva con una dieta molto particolare) con quelle curve fasciate in aderenti abiti diventati parte della storia, la sua iconica seconda pelle. Tralasciando la carriera cinematografica e la biografia della pin-up americana per eccellenza, questo sarà il nostro viaggio all’interno dell’armadio di Marilyn Monroe, un percorso di gruccia in gruccia tra abiti scarlatti firmati Travilla e quelli color carne tempestati di lustrini come quello firmato da Jean Louis e indossato dalla Monroe in occasione del compleanno di Kennedy: errando nella storia dei vestiti di Norma Jeane Baker.

Marilyn Monroe e la moda oltre gli abiti di scena: l’immortale look della diva

Quelli indossati da Marilyn Monroe non sono stati solamente abiti: indossati dalla diva di Hollywood, la stoffa che le ha fasciato il corpo è diventata col tempo preziosa, ambita, iconica, parte della storia del costume, del cinema e della moda. Rosa shocking, tempestati di lustrini, battuti all’asta per milioni di euro, replicati dai più grandi stilisti del mondo alla ricerca di quel tocco impossibile da rievocare, l’anima della diva. Immortali, di tanto in tanto esposti nei più prestigiosi musei del mondo o religiosamente custoditi in collezioni private se non privatissime: 5 storici abiti di Marilyn Monroe.

Marilyn Monroe in Niagara nel 1953: l’abito scarlatto di Travilla

È il 1953 e la pellicola di Henry Hathaway Niagara, appena uscita nelle sale, rinuncia quasi fin da subito ai complimenti alla luce di una severa critica che non l’aveva accolta con gli onori. E mentre i cinefili non si risparmiavano aspri commenti, Marilyn Monroe si faceva notare lasciandosi alle spalle lo schermo, obsolescente davanti alla sua bellezza. Non è un caso che Warhol nel 1962 scelga proprio alcune fotografie scattate sul set di Niagara alla diva da Korman per realizzare le celebri serigrafie di Marilyn. Travolgente e sensuale nel suo malvagio personaggio, tra i pochi ruoli negativi che accettò nella sua carriera, nel 1953 Marilyn Monroe imprime la propria fotografia nell’album dei ricordi più gloriosi del cinema con indosso l’iconico vestito scarlatto. A cucirglielo sulla sua strettissima vita ci fu William Travilla, costumista ma anche grande intimo della Monroe tanto da far vociferare che tra i due ci fosse non solo un legame professionale ma anche sentimentale. Ma l’abito scarlatto indossato in Niagara è solamente uno degli 8 abiti disegnati da Travilla per la diva.

Marilyn Monroe in Gli uomini preferiscono le bionde nel 1953: l’abito in raso rosa

È ancora il 1953 e Marilyn Monroe, sull’onda del successo di Niagara viene consacrata a diva hollywoodiana con la pellicola di Hawks, Gli uomini preferiscono le bionde. Ancora una volta l’abito sartoriale è ad opera di William Travilla che fascia le curve della Monroe in un sensuale ed eccentrico abito color rosa shocking. Indimenticabile l’abito in raso di seta senza spalline così come la performance di Marilyn Monroe nei panni di Lorelei Lee intenta a intonare Diamonds Are a Girl’s Best Friend. Che si trattasse di un vestito destinato a conquistarsi l’immortalità lo ci percepì fin dal principio, anni prima di quel 2010 quando durante un’asta l’abito di Travilla venne battuto a 260mila dollari Narra però la leggenda che l’abito venduto all’asta non fosse l’originale, andato perduto a causa della tintura utilizzata per tingere la stoffa che lo avrebbe rovinato subito dopo la fine delle riprese del film. La stessa Madonna, affascinata, decise di riproporlo nel video musicale di Material Girl, ritornando sugli stessi passi della Monroe nel film.

Marilyn Monroe in Quando la moglie è in vacanza nel 1955: l’iconico abito bianco

Non sembra servire alcuna presentazione al celebre “abito bianco”, quello indossato da Marilyn Monroe in Quando la moglie è in vacanza (diretto da Billy Wilder nel 1955), lo stesso che ricorderemo sollevarsi al getto d’aria penetrante la grata dalla metropolitana. Non solo una scena che tuttora viene ricordata in quanto “storica” per il cinema mondiale: intaccato dal tempo sarà l’abito indossato da Marilyn e ancora una volta firmato da Travilla. Un vestito “stupidino” secondo quanto rilasciato dallo stilista anni dopo, senza immaginare che proprio quel foglietto sul quale aveva dato vita alla bozza dell’abito sarebbe stato venduto per oltre 50mila dollari. Acquistato per soli 200 dollari dopo la morte della Monroe e di Travilla, si rinviene, dall’attrice Debbie Reynolds, nel 2011 l’abito bianco con gonna plissettata e scollatura all’americana venne messo all’asta e venduto per oltre 5 milioni di dollari, acquistato telefonicamente da un acquirente misterioso.

Marilyn Monroe ai Golden Globes nel 1962: l’abito di Norman Norell

Tra i “look più glam” di tutti i tempi, rientra poi l’abito indossato da Marilyn Monroe questa volta non sul set bensì in occasione dei Golden Globes, nel 1962. Un abito lungo, aderente, ricco di paillettes firmato da Norman Norell, lo “stilista gentiluomo” tra i pionieri dell’alta moda in versione pret à porter. Verde smeraldo e con un vistoso scollo a “V”: così Marilyn salì sul palco del prestigioso evento per ritirare l’Henrietta Award, il premio come miglior attrice del mondo che assegnato sino al 1980.

Marilyn Monroe 1962, Happy Birthday Mr. President: l’abito di strass

Ultimo ma non per importanza: è sempre il 1962 e Marilyn Monroe è tra gli invitati speciali al Madison Square Garden per i 45 anni di John Fitzgerald Kennedy, il presidente degli Stati Uniti. Un evento esclusivo, mondano e anche in quest’occasione, ciò di cui si ha meglio ricordo è la mise di Marilyn Monroe. Un altro piccolo tassello della storia mondiale e della moda: Marilyn Monroe è al centro della scena intenta a cantare Happy Birthday Mr. President e l’abito che ha indosso è tuttora citato nelle accademie come “esempio di sensualità”. Non c’è però la mano di Travilla: a firmare l’abito era stato Bob Mackie, dell’atelier di Jean Louis. Color carne, Marilyn ha indosso un lungo abito in chiffon, una seconda pelle sul suo sensazionale corpo tutto curve travolgenti, letteralmente tempestato di strass (2.500), una pioggia di punti luce da renderlo abbagliante, emblematico. Venduto per oltre 1 milione di dollari nel 1999, nel 2017 il vestito è tornato all’asta e venduto per quasi 5 milioni: una cifra imponente per aggiudicarsi un pezzo di storia, l’abito che si narra fosse stato cucito direttamente sulla pelle della diva.

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