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MUSICA

Nevermind, la copertina profetica di un album che ora per i legali vale 150mila dollari

Inseguiva un dollaro nuotando nel 1991, 30 anni dopo ne insegue 150mila

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nevermind accusa pedopornografia
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Quando Nevermind compì 25 anni Spencer Elden si fece immortalare felicemente nella stessa posa “fetale” che i Nirvana scelsero come copertina del loro più celebre album; oggi, a distanza di 5 anni dal “remake” e a distanza di 30 anni dall’uscita dell’album, quella foto che lo ha per certi versi reso celebre e fatto entrare nella storia della musica vale per i suoi legali un risarcimento danni da 150mila dollari.

Il non così strano caso Nevermind

Sta facendo il giro del mondo e conquistando la top 5 dei trend del giorno la notizia che riguarda Spencer Elden a cui non è attribuibile nessun “merito” mediatico salvo quello di essere proprio quel bambino che nudo nuota in una piscina rincorrendo un dollaro agganciato ad un amo, leggendaria ed iconica, quanto emblematica, copertina dell’album Nevermind, il capolavoro dei Nirvana che la tradizione vuole compia gli anni precisamente il 24 settembre, alle 9 del mattino.

Eppure, oggi per quello scatto di Kirk Weddle, quel bambino da 30 milioni di copie al mondo batte cassa e lo fa con la scritta Nevermind tatuata sul petto.

Nessun Kurt Cobain intona più Smells like teen spirit Come as you are, quel bimbo ora ha 30 anni e di tutto ciò che è stato non rimane che un tatuaggio, la musica, eterna.

Insomma, non che Spencer Elden non lo sapesse, non che l’abbia scoperto in età adulta di essere lui quel bimbo così celebre, non che non lo avesse lui stesso mostrato fiero al mondo con degli scatti in passato, non che ne fosse così del tutto ignaro e indignato a tal punto da decidere, in età più che matura, di ripetere quella posa 25 anni dopo, il 24 settembre del 2016. Diciamo che tra le cose che forse Spencer Elden poteva ignorare di quell’album c’erano per lo più curiosità, come il fatto che al principio Nevermind avrebbe dovuto chiamarsi Sheep.

1 dollaro nel 1991, 150mila 30 anni dopo

Viene più da ipotizzare che sia accaduto proprio ciò che la copertina, in un certo modo, ci racconta: la rincorsa ad un guadagno che certo, lascia alquanto destabilizzati. Sono 150mila i dollari per TMZ che l’adulto-bimbo di Nevermind, Spencer Elden, ha ora reclamato come “prezzo” di quello scatto. Dalle carte della causa federale emerge la grave accusa di pedopornografia infantile che grava sui Nirvana, sui fotografi e registi per un totale di oltre una 20ina di persone tra cui anche la vedova e gli eredi di Cobain a cui si aggiunge la mancanza di una liberatoria. Avrebbe fatto sapere Spencer, che all’epoca aveva 4 mesi, di non aver ovviamente firmato alcuna liberatoria così come non l’avrebbero firmata i suoi genitori che, per quello scatto di Weddle in piscina, sarebbero stati ripagati con circa 200 dollari. Nessun pixel poi sui genitali, come da accordi tra la band e i genitori dell’allora bimbo, altro fattore che inficia sulla richiesta attuale di risarcimento insieme alla tesi sostenuta dal suo avvocato per il quale Spencer, a causa di quella fotografia, sarà per sempre un “lavoratore del sesso” con annesso retroscena sulla banconota che, nella foto, sarebbe stata aggiunta successivamente e senza che i genitori del piccolo ne fossero al corrente.

Ai posteri, ai legali, al pubblico l’ardua sentenza di una querelle che si riassume in poche strofe.

Come as you are, as you were

as I want you to be

as a friend, as a friend

as an old enemy

nIRVANA

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