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Pizza, oggi la Giornata Mondiale: come, dove, quando e chi l’ha inventata

Oggi si celebra la pizza, l’emblema dell’Italia nel mondo

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Giornata Mondiale della Pizza Margherita

Giornata Mondiale della Pizza: oggi non è solo il Blue Monday

Giornata Mondiale della Pizza, giusto quello che serve per superare quello che sul calendario è segnato come “giorno più triste e malinconico dell’anno”. È pura coincidenza infatti che nello stesso giorno in cui viene celebrato il Blue Monday, il lunedì ma anche il giorno più “nostalgico” dell’anno, venga celebrata anche la pizza, la regina della cucina italiana. Tralasciando i pensieri meno felici che possono macchiare questa giornata, concentriamoci come il pomodoro per risalire alle origini dell’impasto per eccellenza rispondendo ad alcune semplice domande.

Oggi si celebra la Giornata Mondiale della Pizza, ma perché proprio il 17 gennaio?

Oggi, lunedì 17 gennaio, è la Giornata Mondiale della Pizza o, anche meglio, è il World Pizza Day perché si sa, la pizza non è solo una questione di gola puramente italiana. Il fatto che la pizza venga festeggiata e celebrata in tutto il mondo proprio il 17 gennaio non è frutto di pura casualità o convenzione ma anzi, proprio la data del 17 gennaio diviene simbolica e affonda le proprie origini nella tradizione napoletana. Il 17 gennaio viene infatti celebrato Sant’Antonio Abate, protettore degli animali, del fuoco, dei macellai, dei mugnai, dei salumai e proprio dei pizzaioli. Da sempre infatti nella giornata del 17 gennaio i pizzaiolo celebrano la giornata spesso chiudendo le proprie attività e dedicandosi all’evento. Da qui poi la decisione di far coincidere il Sacro con quel che c’è di sacro in cucina, la pizza.

Alle origini della pizza: quando è nata e perché si parla di Margherita di Savoia

Giornata Mondiale della Pizza 17 gennaio

Sulla nascita della pizza ovviamente esistono leggende, storie, tradizioni e così come variano gli anni variano i nomi. C’è però su tutti un pizzaiolo che sembra avere la meglio nella storia e nella genealogia della pizza, trattata al pari delle discendenze reali. Il nome è quello di Raffaele Esposito, cuoco napoletano del 1800 che da più fonti viene citato in qualità di “padre della pizza”. Narra la storia che proprio Esposito, a sua volta figlio di un pizzaiolo”, nel 1889 venne chiamato alla corte di Margherita di Savoia alla Reggia di Capodimonte. Per l’occasione Esposito venne ovviamente chiamato a cucinare per re Umberto e Margherita di Savoia, e qui “si fece l’Italia”, ma in cucina. Sempre la storia racconta come Esposito decise di preparare per loro 3 diverse pizze per Margherita di Savoia che mai prima d’allora ne aveva assaggiata una. Incantata e soddisfatta, Margherita di Savoia se ne innamorò con tanto di lettera ad Esposito in cui veniva ringraziato per le pizze preparate. Tra queste vi era proprio la più classica e, ad oggi, la più iconica e simbolica, emblematica del Bel Paese: la pizza tricolore a base di pomodoro, mozzarella e basilico, quella che oggi è nota in tutto il mondo proprio con il nome di Pizza Margherita.

L’Arte della Pizza e dei pizzaiolo napoletani patrimonio dell’Umanità dell’Unesco

Ma c’è un però perché se questa può essere definita come “la storia che tutti conosciamo”, vi sono più correnti che fanno risalire l’origine della pizza a tempi molto più antichi, a secoli di gran lunga anteriori all’Ottocento in ragione dell’esistenza del lievito con prime attestazioni intorno al 3000 a.C. Considerato “piatto povero” alle sue origini, la pizza si è arricchita in divenire di ingredienti, lavorazioni, storie per arrivare ad essere oggi la base, metaforica e non, della cucina italiana e al tempo stesso uno dei piatti che meglio si presta ad interpretazioni, rivisitazioni in chiave gourmet dei tempi correnti. Non è un caso se proprio l’Arte della Pizza e dei pizzaioli napoletani, perché di Napoli si parla quando si deve indicare la patria della pizza, è stata dichiarata essere Patrimonio Culturale dell’Umanità dell’Unesco.

Pizza, la ricetta dal semplice al complesso: la gourmetizzazione della pizza

Se ad oggi si dovesse indicare poi una “ricetta” che su tutte assurge ad essere quella della pizza per eccellenza, il compito sarebbe quanto mai ostico dal momento che ogni pizzaiolo ha il suo segreto a sua volta ereditato, tramandato da nonni e nonne a loro volta già ereditieri. Troppo semplice sarebbe parlare di “farina, sale, acqua e lievito” perché bisognerebbe poi entrare nel merito di tempi di lievitazioni, di temperature, di modalità di impasto tralasciando poi lo spessore della pasta, l’altezza dei cornicioni o croste, come si voglia chiamarlo.

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