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MUSICA

Rush: la recensione del nuovo album dei Maneskin

Il disco tra i più attesi dell’anno è finalmente uscito

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Rush nuovo album dei Maneskin la recensione

I voti alle 17 canzoni del disco appena uscito

Dopo il “matrimonio a 4” e giorni di attesa interminabili è finalmente uscito Rush, il nuovo album dei Maneskin. La band romana è così tornata ancora una volta a catturare l’attenzione del pubblico, che non vedeva l’ora di ascoltare i nuovi brani. 17 canzoni per una durata complessiva di 52 minuti, che segnano l’ennesimo passo della crescita musicale dei Maneskin. Le abbiamo ascoltate tutte e questi sono i nostri pareri.

1. OWN MY MIND

L’apertura dell’album è affidata ad Own My Mind, che dopo soli 30 secondi ha già fatto venire voglia di ascoltare altre 50 canzoni dei Maneskin. Nessuna sonorità sconvolgente, nessun effetto sorpresa, ma la piacevole certezza di ascoltare loro, i Maneskin in purezza, ed è ciò che volevamo. Gli ultimi 40 secondi sono una montagna russa esaltante, con tanto di mitragliata finale. VOTO: 7+

2. GOSSIP (feat. Tom Morello)

Thomas Baptiste Morello. E questo dice già molto. Della popolarità dei Maneskin, della loro capacità di cavalcare l’onda del successo planetario e della volontà ferma di aggiungere sempre maggiore qualità ai loro lavori, anche con feat di lusso e ricercate. Il ritornello è ciò che più ci piace di Gossip, oltre alla chitarra del fenomeno di Harlem, che si ascolta e si riascolta che è un piacere. VOTO: 7

3. TIMEZONE

Quanto bene rende la voce di Damiano sulla melodia di Timezone? Tantissimo. Dopo i primi due pezzi si parcheggia il ballo scatenato per concedersi qualche pensiero, ma senza disturbo. Appoggiati con la testa ad un vetro, di una finestra o di un’automobile, Timezone commuove e riporta all’adolescenza, quella fase in cui si scoprono i sentimenti più forti, che tanto spesso ci si scorda crescendo. Non molto convincente il finale, ma basta quanto si sente prima. VOTO: 8

4. BLA BLA BLA

Un gioco, uno scherzo, un divertimento. Forse il brano meno “ragionato” dell’album, non memorabile e che quasi sicuramente in futuro sarà tra i meno ricordati anche dai fan più accaniti. Canzone un po’ svogliata. VOTO: 5

5. BABY SAID

Al primo ascolto il brano trascorre per la sua prima metà come un sogno da ricostruire al risveglio. Elementi noti risalenti al passato, visibili ma non immediati da denominare e spiegare si fondono creando un po’ di straniamento. Poi ci si stufa di pensare e ci si abbandona a Baby Said, che per la seconda metà della sua durata scuote e fa picchiettare qualsiasi cosa a disposizione. VOTO: 6,5

6. GASOLINE

Una promessa non mantenuta fino in fondo. I primissimi secondi di Gasoline fanno spalancare le orecchie in attesa di accogliere il rombo dei motori, poi però si finisce in una protesta corale, certo sempre adrenalinica ma meno egoisticamente soddisfacente. Forse ci mette troppo a rivelarsi nella sua essenza, ma resta un bel brano. VOTO: 7-

7. FEEL

La pelle non trema ai vocalizi di Damiano. La musica non aiuta, perché riporta altrove e lo sforzo di rispondere alla domanda “dove l’ho già sentita questa?” prevale sulla concentrazione dell’ascolto. Ma la sentiremo spesso. VOTO: 5

8. DON’T WANNA SLEEP

Arrivati a questo punto si ritorna a scalciare, saltare, scatenarsi, liberarsi di tutta la polvere del quotidiano vivere che la società degli anni ’20 ci posa addosso. Impossibile restare fermi con Don’t Wanna Sleep e il titolo è perfetto, perché la canzone fa venire voglia di vivere e fare. Non si sa cosa, ma fare. VOTO: 7

9. KOOL KIDS

La più “americana” delle 17 canzoni di Rush e forse anche la più ribelle. Da godere assolutamente anche in live, Kool Kids vi farà sentire dei ragazzacci senza sforzi morali o pratici. Vorrete spaccare anche voi chitarre e batterie. VOTO: 7,5

10. IF NOT FOR YOU

Dopo Kool Kids è inammissibile. Una dolcezza spietata dopo la spietatezza dolcissima che farà scendere qualche lacrima, ma nel percorso di ascolto tout court del brano abbassa i bpm in modo traumatico. Che romanticoni quando vogliono… VOTO: 6,5

11. READ YOUR DIARY

Date ad Ethan quel che di Ethan, fate sfogare il ragazzo. Non subito ma Read Your Diary incalza e renderà da dio durante i viaggi in macchina verso il mare della prossima estate. VOTO: 7-

12. MARK CHAPMAN

La citazione al killer di John Lennon e un crescendo da sigla anime per raccontare l’odio travestito da amore. Il tutto funziona in maniera sorprendente, perché il cliché del titolo che spaventa lasciando immaginare un brano banale viene invece totalmente annientato dal testo convincente e dalla musica irresistibile. VOTO: 8+

13. LA FINE

Rapposo, per esprimere i tanti pensieri che pervadono la mente dei Maneskin, ma le rime e alcuni passaggi a volte sembrano deboli. Si canta insieme a loro, per carità, ma lo si fa con convinzione? VOTO: 6

14. IL DONO DELLA VITA

Quanto tempo è passato? Sembra ieri, ma sembra anche che i Maneskin ci siano da sempre. Si torna indietro, all’alba del gruppo, e ci si rende conto di quanta strada abbiano fatto. VOTO: 7 (soprattutto per il finale)

15. MAMMAMIA

La conoscevamo già, come anche altre canzoni del disco. Riascoltarla è sempre piacevole, perfetta per guidare verso la fine già mainstream di Rush. VOTO: 6,5

16. SUPERMODEL

Tormentone, purtroppo. Il brano è divertente, ma siamo già ad un passo dal burnout. VOTO: 6,5

17. THE LONELIEST

Il brano simbolo dell’album, già ampiamente entrato nelle playlist degli italiani e non solo. Un pezzo che fa piangere, soprattutto perché dopo l’album finisce. VOTO: 8,5

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