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Vincenzo Mollica compie 70 anni: è lui la storia del Festival di Sanremo

Vincenzo Mollica, un giornalista ma anche un simbolo del Festival di Sanremo: 70 anni di gioiosa telecronaca dalla Riviera

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I 70 anni di Vincenzo Mollica, un simbolo del Festival di Sanremo

Nella storia del Festival di Sanremo hanno da sempre un ruolo particolare i giornalisti, e lo ha sempre avuto Vincenzo Mollica. Sono proprio loro a mettere sale e pepe sul contorno della gara canora, inventando o meno fatti e fattacci, creando rivalità e polemiche, determinando anche premi speciali. I più amati sono gli inviati radiotelevisivi, sempre pronti sul pezzo, vuoi con ironia come Sandro Ciotti, vuoi con simpatia e gusto come Vincenzo Mollica.

Chi è Vincenzo Mollica, lo storico inviato del Festival

Sin dai primi anni ’80, il Tg1 della Rai può contare su un inviato a Sanremo in grado di descrivere il Festival con competenza e insieme con leggerezza e vivacità: Vincenzo Mollica. Nato in Emilia ma di sangue calabrese, vissuto da bambino in Canada, Mollica arriva al Tg1 nel 1981 partendo inizialmente dalla cronaca nera e bianca, ma i suoi amori sono lo spettacolo e i fumetti. Di questo si accorgono due colleghi di redazione come Gianni Raviele e il popolarissimo Lello Bersani.

Un Prisma sul Festival: era il 1981

Raviele e Bersani convincono Mollica ad entrare nello staff dei giornalisti impegnati nella rubrica del sabato pomeriggio, Prisma, settimanale che debutta nel 1982 e andrà avanti sino al 1993. Il primo contributo sul Festival di Sanremo da parte di Mollica è del 1983: oltre ad essere tra gli inviati nella Città dei Fiori assieme a Zappi e Frajese, Vincenzo cura un bel servizio in cui commenta alcune canzoni in gara quell’anno tra cui L’italiano e Vita spericolata.

Quel burrascoso “Processo al Festival” del 1988

Durante il Festival del 1988 si pensa di trasportare in chiave canora una seguitissima trasmissione tv sportiva, Il Processo del Lunedì, con Aldo Biscardi in veste di conduttore e con la classica “scheda” affidata per l’occasione proprio a “Mollicone”. Il giornalista assume pure il ruolo di “avvocato difensore dei cantanti”. I termini piuttosto severi lungo i quali s’incanala il dibattito tra artisti e giornalisti però rasenta quasi la rissa. Solo grazie alla buona creanza di tutti i presenti si evitano toni beceri e uscite fuori luogo

1990-2020: non c’è Festival di Sanremo senza Vincenzo Mollica

Negli anni ’90, finita l’era del radiofonico Sandro Ciotti, Vincenzo Mollica ne prende idealmente il posto come voce carismatica delle brevi telecronache dal Festival inserite nel corso delle edizioni principali del TG 1. Ricordiamo alle 13:30 il resoconto della serata precedente e il commento con un ospite; alla fine dell’edizione delle 20:00, il lancio del collegamento diretto con il Teatro Ariston con alcune “ultimissime”. Infine, a notte fonda, in onda tutte le notizie sul risultato della gara nel corso della serata appena conclusa. Il tutto è condito sempre con simpatiche note di colore.

E adesso ? Cosa ne sarà del Festival di Sanremo dopo Vincenzo Mollica

Ormai in pensione e purtroppo anche infermo, nel 2020 Vincenzo Mollica ha chiuso dopo 38 lunghi anni l’avventura annuale come inviato della Rai al Festival di Sanremo. Un applauso scrosciante proveniente da tutti i settori del Teatro Ariston lo saluta e lo ringrazia di cuore per aver reso fruibile ai più il mondo dello spettacolo anche grazie alle puntuali cronache e commenti sull’inossidabile certame canoro ligure. Da quel momento gli subentra il suo “allievo”, Paolo Sommaruga, il quale però sembra faticare ad entrare nelle grazie dei telespettatori.

A cura di Cesare Borrometi

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