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📰 Assalto alla Redazione de La Stampa: 34 Antagonisti Identificati a Torino
Un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo dello sciopero generale, facendo irruzione nella sede del quotidiano, vuota a causa dello sciopero dei giornalisti. Condanna unanime da Mattarella e Meloni.
Assalto a La Stampa di Torino: Le Intimidazioni

Ieri, nel primo pomeriggio (intorno alle 14), circa un centinaio di manifestanti ha fatto irruzione nella redazione del quotidiano La Stampa a Torino, in via Lugaro. L’azione è avvenuta in una giornata in cui la sede era vuota, poiché i giornalisti avevano aderito allo sciopero indetto per il rinnovo del contratto.

La frangia più violenta si è staccata dal corteo dello sciopero generale e ha agito come in un assalto, lanciando slogan e compiendo atti di vandalismo:
- Slogan: Sono state urlate frasi come “Free Palestine” e “Giornalisti complici dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin” (riferimento a un imam di Torino destinatario di un decreto di espulsione). Altri slogan includevano intimidazioni come “Giornalista terrorista, sei il primo della lista” e “Giornalista ti uccido”.
- Vandalismo: All’interno della redazione sono state fatte scritte con vernice spray, e del letame è stato lanciato contro i cancelli. Pile di giornali e libri sono state rovesciate dalle scrivanie dai manifestanti, in parte a volto coperto.
Le forze dell’ordine sono intervenute e 34 persone sono state identificate e denunciate dai poliziotti di Torino.
Assalto a La Stampa di Torino: La Solidarietà Istituzionale
L’episodio, giudicato un grave atto di intimidazione contro la libertà di stampa, ha suscitato l’immediata reazione delle massime cariche dello Stato:
- Presidente Mattarella: Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso al direttore Andrea Malaguti e alla redazione de La Stampa la sua solidarietà, unita alla “ferma condanna della violenta irruzione”.
- Presidente Meloni: Anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha telefonato al direttore, definendo l’accaduto “un fatto gravissimo che merita la più assoluta condanna“. La premier ha auspicato “una risposta unanime” contro ogni forma di intimidazione nei confronti della stampa, ribadendo che “La libertà di informazione è un bene prezioso da difendere ogni giorno”.