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Miss Bee e il giardino avvelenato: il capitolo più maturo e intenso della serie di Alessia Gazzola
Tra misteri botanici, scelte di cuore e una protagonista ormai adulta, Miss Bee affronta il suo caso più intimo.
Il quarto capitolo della serie Miss Bee
Indice dei contenuti
Con Miss Bee e il giardino avvelenato, Alessia Gazzola firma il quarto volume della serie Miss Bee, pubblicato da Longanesi.
Un romanzo che segna un punto di svolta netto rispetto ai precedenti, non tanto per l’impianto investigativo – sempre solido e coerente – quanto per la crescita emotiva e psicologica della protagonista.
Una Miss Bee diversa, più adulta

Se in Miss Bee e il cadavere in biblioteca avevamo conosciuto una Beatrice Bernabò spaesata e curiosa, e nei successivi capitoli (Il principe d’inverno e Il fantasma dell’ambasciata) l’avevamo vista affinare intuito e charme, qui ci troviamo davanti a una Miss Bee trasformata.

Beatrice ha poco più di vent’anni ed è reduce da un evento che le ha cambiato profondamente la vita. Non è più “l’italiana fuori posto” nella Londra degli anni Venti, ma una donna che cerca di capire chi è diventata e quale direzione dare al proprio futuro, soprattutto sul piano sentimentale.

Il mistero: una dimora nel Norfolk e un giardino inquietante
La vicenda prende forma quando Beatrice accetta l’invito in una storica dimora nel Norfolk, ospite di una persona legata all’ispettore Archer Blackburn. L’ambientazione, come da tradizione gazzoliana, è curata e suggestiva: un luogo elegante, immerso nella natura, che nasconde però segreti più oscuri del previsto.
Il “giardino avvelenato” del titolo non è solo uno spazio fisico, ma anche una metafora: ciò che sembra rigoglioso e ordinato può celare pericoli, rancori e verità taciute. L’indagine procede con discrezione, senza colpi di scena urlati, ma con una tensione costante che accompagna il lettore fino all’ultima pagina.
Un cozy crime più introspettivo
Questo romanzo si distingue per un tono più intimista e riflessivo. Il mistero resta centrale, ma è soprattutto il conflitto interiore di Beatrice a guidare la narrazione. Le domande che si pone non riguardano solo “chi è stato”, ma anche chi vuole essere, quale posto occupare in un matrimonio nato in circostanze particolari e come ascoltare davvero i propri desideri.
La scrittura è fluida, elegante, mai pesante. Alessia Gazzola riesce a intrecciare indagine, introspezione e dinamiche sociali con grande naturalezza, mantenendo il ritmo coinvolgente anche senza ricorrere a svolte narrative eclatanti.
Personaggi e dinamiche emotive
I personaggi che ruotano intorno a Miss Bee sono ormai ben delineati e contribuiscono a rafforzare il senso di continuità della serie. In particolare, il rapporto con Archer Blackburn e le implicazioni sentimentali lasciate in sospeso dal finale de Il fantasma dell’ambasciata assumono qui un peso decisivo.
Il lettore si sente spesso parte attiva del percorso della protagonista, al punto da volerla spronare, fermare o consigliare: segno di una caratterizzazione riuscita e autentica.
Il romanzo più riuscito della serie?
Senza fare spoiler, Miss Bee e il giardino avvelenato può essere considerato il capitolo più maturo e consapevole della saga. È un libro che non si prende mai troppo sul serio, ma che rispetta profondamente l’intelligenza del lettore, affidandosi a sfumature emotive, silenzi e scelte difficili.
In conclusione
Miss Bee e il giardino avvelenato è un cozy crime raffinato, introspettivo e coinvolgente, che segna una crescita evidente della protagonista e della serie stessa.
Consigliato a chi segue Miss Bee fin dall’inizio, ma anche a chi cerca un giallo d’epoca elegante, capace di parlare di misteri e sentimenti con leggerezza e profondità insieme.