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La sonnambula di Bianca Pitzorno: La vita ha sempre sorprese per chi non si lega al passato

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La sonnambula di Bianca Pitzorno

Ofelia, generosa, arguta e fiera, è la nuova eroina di Bianca Pitzorno

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Un romanzo destinato a restare

La sonnambula di Bianca Pitzorno si impone fin dalle prime settimane dell’anno come uno dei libri destinati a segnare il 2026. Pubblicato da Bompiani, il romanzo conta 416 pagine e un prezzo di copertina di 20 euro, ma soprattutto racchiude una storia che ambisce a entrare nella memoria affettiva dei lettori, al di là di classifiche e mode.

Temi centrali del romanzo

  • Forza e autodeterminazione femminile
  • Libertà personale e sociale
  • Critica alle convenzioni e all’ipocrisia borghese
  • Uso dell’ironia come strumento di difesa
  • Elementi gotici intrecciati al realismo

Bianca Pitzorno costruisce un romanzo che è insieme avventura, ritratto psicologico e critica sociale, dando voce a una protagonista che sfida il proprio tempo.

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Ambientazione storica e geografica

Il romanzo La sonnambula di Bianca Pitzorno è ambientato alla fine dell’Ottocento, in una città della Sardegna mai nominata esplicitamente, ma descritta con grande vividezza. Il contesto urbano è animato, stratificato socialmente e attraversato da superstizioni, convenzioni rigide e forti disuguaglianze, elementi che contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa tra realismo storico e suggestioni gotiche.

La sonnambula di Bianca Pitzorno sardegna
La sonnambula di Bianca Pitzorno – Sardegna

L’universo narrativo: un mondo ricco e pulsante

La scrittura di Pitzorno costruisce un universo narrativo stratificato e vivissimo: un mondo fatto di sarte e aristocratici, circhi e teatri, matrimoni combinati e amori autentici, divinazioni e fughe improvvise. È un ambiente che sembra appartenere a un tempo passato, ma che rivive con forza ogni volta che l’autrice lo nomina.
Il ritmo è serrato, la lingua elegante ma accessibile, e il piacere della narrazione è evidente, quasi contagioso.

Ofelia Rossi, “la rinomata sonnambula”

Protagonista assoluta è Ofelia Rossi, detta la rinomata sonnambula. Il termine non va inteso nel senso moderno, bensì nel suo significato più antico: una donna capace, durante stati di trance, di vedere, parlare e comprendere oltre il visibile.
A Donora, la cittadina in cui vive, Ofelia esercita la sua professione grazie al passaparola e a un discreto annuncio sull’Araldo, il giornale locale. Le sue visioni attirano soprattutto donne, ma anche uomini, tutti affamati di futuro, speranza o verità.

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La sonnambula di Bianca Pitzorno: Tra destino, inganno e sopravvivenza

Le trance di Ofelia diventano un dispositivo narrativo potente: ogni consulto apre una storia parallela che si intreccia con la trama principale. Il romanzo cresce così come una narrazione corale, fluida e naturale.
Ofelia deve difendersi da un marito violento, preservare la propria reputazione e al tempo stesso non tradire sé stessa. In questo mondo nessuno è del tutto puro: anche i buoni devono usare astuzia e compromessi per sopravvivere, secondo una logica che richiama fiabe e mito.

Il soprannaturale come parte del reale

Il confine tra vero e non vero resta volutamente sospeso. Segni, presagi e legami tra passato e futuro fanno parte della realtà quanto i fatti concreti. Pitzorno non chiede al lettore di scegliere cosa credere, ma di accettare l’ambiguità come condizione umana.
Quando Ofelia sale sull’Ardimentosa, nave simbolicamente perfetta, è ferita ma non sconfitta. Fugge non per paura, ma per trasformarsi e restare fedele a sé stessa.

Un finale che guarda avanti

La sonnambula è una storia di metamorfosi e libertà. Il messaggio è chiaro: la vita continua a sorprendere chi non resta incatenato al passato.
Nelle ultime pagine, l’autrice apre il sipario sul dietro le quinte del romanzo, rivelando l’ispirazione reale che ha dato origine alla storia. Un gesto che rafforza ulteriormente il legame tra scrittura, memoria e invenzione, e che chiude il libro con la sensazione rara di aver attraversato qualcosa che resterà.

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