Biografie
Maria Rita Parsi è morta: addio alla psicologa simbolo dei diritti dei bambini
Aveva 78 anni. Una scomparsa improvvisa per malore. Dalla psicoanimazione all’ONU, una vita spesa per la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza.
Indice dei contenuti
Chi era Maria Rita Parsi
Maria Rita Parsi, nata a Roma il 5 agosto 1947, è stata una delle figure più autorevoli in Italia nella tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Psicologa, psicoterapeuta e psicopedagogista, ha saputo intrecciare attività clinica, ricerca scientifica, divulgazione e impegno istituzionale, diventando un punto di riferimento riconosciuto anche a livello internazionale.
Nel corso della sua carriera ha ideato approcci innovativi come la psicoanimazione, metodo applicato in ambito psicologico, educativo e terapeutico, e ha fondato realtà fondamentali come la Scuola Italiana di Psicoanimazione (SIPA) e la Fondazione Movimento Bambino Onlus, impegnate nella crescita emotiva e sociale dei minori e nella lotta contro abusi e maltrattamenti.
La morte improvvisa
Maria Rita Parsi è morta oggi, 2 febbraio 2026, all’età di 78 anni, a causa di un malore improvviso. A confermare la natura inaspettata della scomparsa è stata Eleonora Daniele durante la diretta di Storie Italiane, sottolineando che la psicoterapeuta non era malata.
“Era una di famiglia, dava gioia, ci mancherà tanto”, ha dichiarato la conduttrice visibilmente commossa. La notizia è stata data in diretta anche da Federica Panicucci nel corso di Mattino 5. La scomparsa ha colto di sorpresa il mondo scientifico, istituzionale e il grande pubblico, anche perché Parsi era ancora attiva in televisione fino a pochi giorni fa.
Le ultime apparizioni in televisione
Nell’ultima settimana di gennaio 2026, Maria Rita Parsi era stata ospite di Storie al bivio, programma condotto da Monica Setta, dove aveva affrontato il tema del femminicidio di Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia.
La sua costante presenza nei talk e nei programmi di approfondimento conferma come fosse impegnata fino all’ultimo nella divulgazione e nella sensibilizzazione sui temi della protezione dei più fragili, dell’infanzia e dell’adolescenza.
Carriera e impegno istituzionale
Il percorso professionale e istituzionale di Maria Rita Parsi è stato lungo e articolato. Dal 2021 faceva parte del Gruppo di lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per la Child Guarantee, programma europeo volto a contrastare povertà ed esclusione sociale dei bambini.
Dal 2020 era membro esperto dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, contribuendo all’elaborazione di politiche pubbliche a tutela dei minori.
A livello internazionale, nel 2012 era stata eletta al Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo, con sede a Ginevra, incaricato di vigilare sull’applicazione della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. In Italia ha inoltre svolto incarichi di consulenza per il Tribunale civile di Roma, la Commissione parlamentare per l’infanzia e organismi di regolamentazione dei contenuti televisivi e pubblicitari destinati ai minori.
L’eredità professionale e culturale
Oltre all’attività clinica e istituzionale, Maria Rita Parsi è stata autrice di oltre cento pubblicazioni, tra saggi scientifici, testi divulgativi e opere narrative. Tra i titoli più noti figurano Animazione in borgata, Le mani sui bambini, S.O.S. Pedofilia e Maladolescenza. Quello che i figli non dicono.
Il suo lavoro è stato riconosciuto con numerosi premi e onorificenze, tra cui il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica, il Premio Nazionale Paolo Borsellino, il Premio Hemingway e il riconoscimento Eccellenza Donna.
Un vuoto nel mondo della tutela dell’infanzia
Con la morte di Maria Rita Parsi scompare una voce autorevole, instancabile e coraggiosa nella difesa dei diritti dei bambini. La sua eredità resta viva nelle istituzioni, nelle scuole, nei professionisti formati al suo pensiero e in tutte le battaglie civili che hanno messo al centro l’ascolto, la protezione e la dignità dei più piccoli.