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Storia del Festival di Sanremo: 31 vittorie all’esordio, la prima volta che porta bene

Quando si dice “anche a Sanremo talvolta, essere un principiante porta fortuna”

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Maneskin al Festival di Sanremo

Festival di Sanremo: 31 vincitori alla loro “prima volta”

Per 26 cantanti e 5 complessi, la prima volta al Festival di Sanremo è stata salutata da una vittoria a volte prevista, più spesso inattesa. Un colpo di fortuna che generalmente (ma non sempre) ha favorito il rialzo delle quotazioni dei singoli artisti, con alte vendite dei loro dischi e sempre più frequenti richieste per spettacoli in pubblico, specialmente nell’estate successiva al trionfo conseguito al Casinò oppure all’Ariston, a seconda delle epoche.

1951-1957: la Regina della Canzone, il Divo Claudio e compagnia bella

A parte Nilla Pizzi, che inaugura l’albo d’oro nel 1951, si consacrano vincendo all’esordio festivaliero Carla Boni (1953) e Claudio Villa (1955, malgrado l’influenza che lo blocca in finale). La veneta Flo Sandon’s, moglie di Natalino Otto, affianca Carla Boni nel debutto vittorioso. Anche il tenore romano Tullio Pane e il baritono napoletano Nunzio Gallo, passati alla canzone, esordiscono spalleggiando Claudio Villa nel suoi due primi posti (1955 e 1957). Il Sanremo “Talent” del 1956, invece, viene vinto dalla studentessa pugliese di Lingue Franca Raimondi.

1958-1960: da Mister Volare al Piccoletto

Domenico Modugno aveva già preso parte al Festival di Sanremo nel 1956, ma solo come autore del brano Musetto. La sua prima volta come cantante in gara nel 1958 è invece assolutamente travolgente: in un sol colpo, la musica leggera italiana cambia rotta e letteralmente vola “nel blu, dipinta di blu“. A dare una mano a Mimmo è un altro debuttante, il ragazzo milanese Giorgio Guidi alias Johnny Dorelli, vissuto negli Stati Uniti. Nel 1960, invece, l’attore-cantante Renato Rascel presenta Romantica, ripetuta dall’ “urlatore” Tony Dallara: è un esordio vincente a Sanremo anche per loro.

1961-1965: la rivincita di Luciano Tajoli, la piccola “Ola” e i “Menestrelli” del “Far West”

Il pubblico lo voleva al Festival da tempo, ma i problemi fisici di cui da sempre soffre erano la vergognosa scusa degli organizzatori per non invitarlo al Casinò. Nel 1961, invece, Luciano Tajoli finalmente partecipa e vince (è anche l’esordio vittorioso di Mogol: il testo di Al di là è suo). Nel 1964, la sedicenne veronese Gigliola Cinquetti intenerisce le giurie e chiude al primo posto la gara accanto alla francese Patricia Carli, mentre l’anno dopo il gruppo country-folk nordamericano dei Minstrels ripete il motivo di Bobby Solo Se piangi, se ridi, primo classificato.

1968-1975: dal Brasile al Piemonte, passando per la Signora Celentano

Anche per il brasiliano Roberto Carlos, che affianca Sergio Endrigo nella doppia esecuzione di Canzone per te, la prima apparizione al Casinò di Sanremo è molto fortunata, come non può essere altrimenti l’esordio di Claudia Mori, naturalmente come compagna di gara del marito Adriano Celentano nel 1970 con la versione femminile di Chi non lavora, non fa l’amore. Nel 1975, la bionda cantautrice debuttante vercellese Rosangela Scalabrino in arte Gilda vince con la ballata folk Ragazza del Sud, che la Commissione di Selezione aveva scartata l’anno prima, ma siamo negli anni “neri” del Festival.

1977-1983: Homo Sapiens “belli da morire” e due meteore (loro malgrado)

La prima edizione del Festival ospitata dal Teatro Ariston, nel 1977, è un florilegio di “prime volte” in gara: la spunta il gruppo toscano degli Homo Sapiens. Nel 1979, nell’unico Sanremo andato in scena e in onda subito dopo le feste di Natale, il cantante piemontese Mino Vergnaghi debutta e vince, ma perde nettamente sotto il profilo della popolarità. Lo si ritroverà molto dopo, tra i collaboratori di Zucchero. Stesso dicasi nel 1983 per la brava laziale-californiana Letizia Oliva, in arte Tiziana Rivale, presto immeritatamente relegata al rango di comprimaria in spettacoli musicali televisivi minori.

1990-1991: la fortunatissima “una tantum” dei Pooh e di Cocciante

Durante il breve periodo dell’organizzazione del Festival da parte di Adriano Aragozzini, si assiste a due esordi in gara dallo scontato esito trionfale. Si tratta infatti di personaggi da molti anni sulla breccia, ma che appaiono a Sanremo solo allora, pur avendo a volte frequentato il certame canoro come autori. Nel 1990, al Palafiori montato presso Arma di Taggia, i Pooh la spuntano con Uomini soli, mentre l’anno dopo si torna all’Ariston di Sanremo città e Riccardo Cocciante mette d’accordo tutti con Se stiamo insieme.

1998-2006: Annalisa, Elisa e i “piccioni” di Povia

Alla vigilia del Festival numero 48 si parla molto di una ragazza lombarda non vedente, Annalisa Minetti, che aveva già partecipato a Miss Italia con esiti non felicissimi. Le giurie si accorgono delle ottime qualità vocali della giovane e la gratificano con il primo posto. Nel 2001, invece, arriva Elisa che, dopo due dischi in inglese, canta finalmente in italiano debuttando a Sanremo e vincendo. Nel 2006 è in gara all’Ariston il milanese Giuseppe Povia, ospite l’anno prima con grande successo e perciò “compensato” con la vittoria di un brano non esaltante come Vorrei avere il becco.

2008-2010: dal “musical” alla TV (Lola Ponce, Marco Carta e Valerio Scanu)

Nel 2008, l’argentina Lola Ponce, in duo con Giò Di Tonno, regala a Gianna Nannini autrice la vittoria con Colpo di fulmine, estratto dal musical Pia De’ Tolomei. Segue poi il periodo delle voci sarde sfornate dal televisivo Amici di Maria De Filippi: nel 2009 Marco Carta si aggiudica il primo premio con La forza mia, il cui testo risente di alcune citazioni di canzoni di Claudio Baglioni, e l’anno seguente vince Valerio Scanu con una romanza moderna. Oggi, l’uno è reduce da problemi con la giustizia e l’altro è decisissimo a fare l’avvocato.

2015-2021: Sanremo alla riconquista del mondo (Il Volo e Maneskin)

Tre ragazzi incontratisi proprio al Teatro Ariston di Sanremo per il televisivo Ti lascio una canzone, riuniti da Tony Renis e mandati alla conquista delle Americhe, tornano in Italia onusti di gloria ed esordiscono a Sanremo 2015 con un’inequivocabile vittoria. Si tratta de Il Volo: da quel momento il Festival torna a interessare le platee straniere. Il resto è storia dei nostri giorni, con il successo planetario del quartetto romano dei Maneskin, debuttante e vincente l’anno scorso e poi in grado di confermarsi regalando all’Italia la terza affermazione nella storia dell’Eurovision Song Contest.

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