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Cronaca

Fabrizio Corona, Mediaset e l’illusione di poter cancellare internet

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fabrizio corona

Chiudere un account non ferma i contenuti: nell’era dei meme e dei “pezzettini” lo scandalo si moltiplica e sfugge a ogni controllo

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Fabrizio Corona è tornato al centro del dibattito mediatico non solo per ciò che dice, ma per come circola ciò che dice. La decisione di Mediaset di spingere verso la chiusura dei suoi account social sembra una risposta novecentesca a un problema profondamente contemporaneo: nel mondo digitale nulla si cancella, tutto si frammenta, si replica, diventa meme.

fabrizio corona
Fabrizio Corona

L’era dei “pezzettini”: perché la censura non funziona più

Non siamo più nell’epoca in cui un contenuto viveva e moriva dentro un palinsesto. Oggi ogni dichiarazione diventa clip, gif, reel, screen. Anche senza seguire direttamente Corona, i suoi video rimbalzano da Instagram a X (ex Twitter), da TikTok a YouTube, spesso caricati da utenti qualunque. Chiudere il canale originario non fa che accelerare la diffusione laterale.

Corona come performance mediatica

Corona non è solo una fonte di gossip: è una drammaturgia vivente. Sa creare tormentoni, posture, gesti ripetibili. È, di fatto, un personaggio che si fa meme da solo. Ed è proprio questo a renderlo “irriducibile”: il suo valore non è nel contenuto verificabile, ma nella forma replicabile.

fabrizio corona
Fabrizio Corona

Persino l’imitazione di Fiorello, diventata virale, contribuisce a rafforzare il fenomeno senza bisogno di conoscere il contesto originario. Nel circuito dei meme, ridere precede capire.

Il paradosso Mediaset: subire il metodo che ha creato

C’è un cortocircuito evidente: i meccanismi che oggi rendono incontrollabile Fabrizio Corona sono gli stessi che la televisione commerciale ha affinato per decenni. Il “pezzettino” estratto, rilanciato, decontestualizzato è stato un’arma potentissima dell’infotainment. Ora quella logica si è spostata fuori dallo schermo ed è diventata ingestibile.

Le leggi su diffamazione e risarcimenti nascono in un mondo in cui la visibilità era limitata. Oggi un contenuto rimosso continua a vivere in mille copie non ufficiali, spesso impossibili da colpire una per una. I risarcimenti, peraltro, non hanno effetti dissuasivi reali. Il risultato è un sistema asimmetrico, dove il danno reputazionale è permanente ma la tutela è fragile.

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Non è la prima volta, ma facciamo finta di sì

Ogni scandalo viene raccontato come inedito. Ma Corona non è un’anomalia: è un prodotto coerente dell’ecosistema mediatico italiano, solo più abile nell’usarne le regole. Pensare di fermarlo chiudendo un account equivale a credere che uno scoglio possa arginare il mare.

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