TV e SPETTACOLO
Paolo Bonolis torna in prima serata con Taratata: “Un atto di coraggio. Sanremo ha perso la narrazione”
Il conduttore debutta su Canale5 con due serate evento dedicate alla musica dal vivo e riflette sul futuro della TV, sul Festival di Sanremo e sulla sua vita privata
Il ritorno in prima serata dopo un anno e mezzo
Dopo un’assenza di circa un anno e mezzo dalla prima serata, Paolo Bonolis torna su Canale5 con Taratata, storico format musicale nato in Francia negli anni Novanta e approdato in Italia nel 1998. Il programma va in onda in due serate evento, con la prima trasmessa lunedì 9 febbraio 2026, segnando il ritorno del conduttore a uno dei suoi generi televisivi preferiti.

«Tornare in prima serata con Taratata è un atto di coraggio», spiega Bonolis incontrando i giornalisti poche ore prima della registrazione.
Cos’è Taratata e perché è diverso dagli altri show musicali
Taratata si distingue dai classici programmi musicali perché non è una gara. Gli artisti partecipano per esibirsi dal vivo, suonando e cantando senza competizione, dando vita a duetti e trielli inediti.
«Qui non si vince nulla – sottolinea Paolo Bonolis – si viene per condividere musica, suonare dal vivo e creare qualcosa di unico».
La prima puntata, registrata dalla ChorusLife Arena di Bergamo davanti a 4.500 spettatori, vede protagonisti Biagio Antonacci, Emma, Elisa, Giorgia, Ligabue e Max Pezzali.

Mediaset scommette sulla musica live
Il direttore di Canale5 Giancarlo Scheri ha espresso la speranza che Taratata possa diventare un appuntamento fisso del palinsesto:
«È un progetto di ampio respiro, capace di emozionare».
Anche Ferdinando Salzano, fondatore di Friends & Partners, ha definito Taratata «il programma musicale più citato in assoluto», aggiungendo che Paolo Bonolis era «il comandante ideale» per guidarlo.
La critica a Sanremo e alla Rai
Nel corso dell’incontro con la stampa, Paolo Bonolis ha espresso una riflessione critica sul Festival di Sanremo:
«Sanremo ha bisogno di un binario narrativo che non può essere solo la gara».
Secondo il conduttore, negli ultimi anni il Festival avrebbe perso la dimensione del racconto:
«Bisognerebbe tornare a parlare dei luoghi dove nascono le canzoni, della provincia, della metropoli. La Rai, senza concorrenza, non sente il bisogno di costruire un racconto e secondo me sbaglia».
La televisione di oggi e la crisi della prima serata
Paolo Bonolis ha poi allargato lo sguardo allo stato della televisione attuale, sottolineando come la prima serata stia perdendo centralità:
«C’è questa battaglia gioiosa dell’access prime time a chi ce l’ha più lungo, e la prima serata ne risente».
Nonostante ciò, riconosce a Mediaset una certa audacia per aver dedicato due prime serate all’ammiraglia esclusivamente alla musica dal vivo.
Musica, affetti e vita privata
Parlando di musica, Paolo Bonolis confessa di avere una canzone del cuore: Stand by Me. Spazio anche a una parentesi più personale:
«Da un po’ ho scaricato WhatsApp. Con i miei tre nipoti che vivono negli Stati Uniti facciamo videochiamate, così si ricordano del nonno fino a quando non riusciamo a vederci».
Un gesto semplice che racconta un lato più intimo del conduttore, lontano dalle luci della ribalta.
Uno sguardo sugli Stati Uniti
Infine, un commento sugli Stati Uniti e sulla situazione politica del Paese:
«Quando anni fa attraversai il Midwest capii che poteva essere eletto solo uno come Trump. Credo però che questo periodo cambierà presto».