Cronaca
“Napoli perde un pezzo della sua identità, ricostruiamo subito”: l’appello di Marisa Laurito per il Teatro Sannazaro
L’attrice racconta il suo legame con lo storico teatro napoletano colpito da un incendio e chiede una ricostruzione immediata
L’incendio che ha colpito il Teatro Sannazaro è una ferita aperta per la città. A raccontarlo con parole cariche di emozione è Marisa Laurito, che affida al Fatto.it un appello accorato: “Napoli perde un pezzo della sua identità, ricostruiamo subito”.

“Non bruciano solo mura, ma ricordi”
Per Laurito, quando un teatro va in fiamme non si perde soltanto un edificio storico.
“Non vanno in fumo solo mura, sipari e poltrone; bruciano ricordi, voci, applausi, frammenti di identità collettiva”.

Parole che restituiscono il senso profondo di ciò che rappresenta il Teatro Sannazaro per Napoli: non solo uno spazio scenico, ma un luogo simbolico della memoria culturale cittadina.
Il ricordo personale
L’attrice ripercorre anche un momento intimo legato al teatro. La prima volta al Sannazaro per il Burlesque del Napoli Teatro Festival, diretto da Renato Quaglia. E poi l’accoglienza di Lara Sansone, che la accompagnò nel camerino appartenuto a Luisa Conte.
“Per me fu un grande onore e una grande emozione vivere quel camerino per una settimana”, racconta Laurito, sottolineando quanto quei luoghi custodiscano storie e passaggi di testimone tra generazioni di artisti.
Un simbolo per Napoli
Per i napoletani, il Teatro Sannazaro è molto più di uno spazio culturale: è il luogo delle prime volte a teatro, delle risate condivise, delle lacrime silenziose al calare del sipario. Napoli vive di arte e tradizioni tramandate, e il Sannazaro è uno dei suoi linguaggi più autentici.
“La tristezza è enorme”, ammette Laurito. Ma alla commozione deve seguire l’azione.
L’appello: “Ricostruiamo subito”
Il messaggio è chiaro e diretto: serve una volontà immediata di ricostruire. Senza rinvii. Senza esitazioni.
“Queste nuvole di dolore siano diradate da un’immediata volontà di ricostruire. Subito.”
Un appello che suona come un invito collettivo alla responsabilità: restituire alla città uno dei suoi templi culturali significa difendere l’identità stessa di Napoli.