TV e SPETTACOLO
Portobello: La miniserie che racconta la spaventosa malagiustizia di Enzo Tortora
Marco Bellocchio porta sullo schermo il drammatico caso di Tortora, tra menzogne, invidie e un sistema giudiziario impietoso.
Una ricostruzione potente
Portobello, la miniserie firmata da Marco Bellocchio, racconta uno dei casi più gravi di malagiustizia nella storia italiana, quello subito da Enzo Tortora. Il protagonista, interpretato da Fabrizio Gifuni, è l’idolo della televisione, il conduttore amato da milioni di italiani, che si trova ingiustamente accusato di camorra e trafugato dal suo stesso paese. Bellocchio riesce a dar voce a una tragedia che ha segnato la vita di Tortora e della sua famiglia, con un racconto teso e drammatico che immerge lo spettatore nel mondo grottesco della falsità.

La tragica vicenda di Tortora
La miniserie, presentata al Festival di Venezia, ricostruisce gli anni di fama di Tortora e l’incubo che lo travolse, tra accuse infondate e un sistema giudiziario che non ha mai dato giustizia. A sostegno della verità si contrappone una galleria di accusatori spietati, tra cui il disturbato Giovanni Pandico (interpretato da Lino Musella), che incarna la mediocrità e l’invidia che hanno distrutto la vita del presentatore. Con le accuse in continua crescita, la miniserie porta in scena una serie di personaggi pronti a distruggere la sua carriera per viltà e meschinità.
Un incubo kafkiano
Portobello rappresenta il male più profondo: la falsità, l’invidia, la disonestà. I personaggi, che spaziano da poliziotti incompetenti a banditi con sogni irrealizzati, si muovono con la stessa determinazione con cui distruggono Tortora. Il finale, quando la verità viene finalmente alla luce, smaschera la pesantezza di un sistema che preferisce mantenere la propria facciata piuttosto che restituire dignità alla vita di un uomo.