Biografie
Oriana Fallaci: biografia, libri e il coraggio della “Scrittrice Guerriera”
Dalla Resistenza a Firenze ai reportage di guerra e lo scontro con l’Islam: la storia di una penna senza compromessi
Oriana Fallaci è stata una delle figure più influenti, amate e discusse del giornalismo e della letteratura del Novecento. Prima donna italiana a imporsi come inviata di guerra, ha raccontato i grandi conflitti della storia contemporanea e intervistato i potenti della Terra con uno stile unico, viscerale e guidato da una ferrea morale civile.
1. L’infanzia nel fascismo e la Resistenza a 14 anni
Nata a Firenze il 29 giugno 1929, Oriana Fallaci crebbe in pieno regime Mussolini. L’aria respirata in casa, tuttavia, era fortemente antifascista. Il padre, attivo esponente della Resistenza, la coinvolse sin da bambina come vedetta e staffetta clandestina. Questa dura esperienza forgiò la sua celebre “tempra di ferro” e le valse, a soli quattordici anni, un riconoscimento d’onore dall’Esercito Italiano per il suo attivismo contro il nazismo.
2. Gli inizi nel giornalismo e l’approdo all’Europeo

Finita la guerra, Oriana Fallaci scelse la scrittura come professione di vita. I primi passi nella cronaca locale rivelarono subito un talento fuori dal comune. I direttori notarono la sua scrittura affilata, affidandole presto incarichi di rilevanza internazionale. La consacrazione arrivò con l’ingresso all’Europeo, prestigioso settimanale grazie al quale i suoi memorabili reportage iniziarono a fare il giro del mondo.
3. Intervista con la storia: il faccia a faccia con i potenti
La fama globale della Fallaci è legata alle sue interviste politiche, raccolte poi nel volume cult Intervista con la storia. Celebre fu il suo infiammato confronto con l’Ayatollah Khomeini, leader teocratico iraniano, davanti al quale si tolse il chador in segno di sfida. Altrettanto storico fu l’incontro con Henry Kissinger, che la scrittrice indusse a rivelazioni private senza precedenti, sebbene in seguito si dichiarò insoddisfatta di quel colloquio.
4. I grandi romanzi e il legame con Alekos Panagulis
La scrittura di Oriana Fallaci nasceva sempre da un profondo pathos etico. Nel 1975 pubblicò Lettera a un bambino mai nato, un successo planetario che affrontava il tema dell’aborto e della maternità. Nel 1979 fu la volta di Un uomo, bestseller dedicato al compagno Alekos Panagulis, eroe della resistenza greca contro la dittatura dei colonnelli. Con Insciallah (1990), invece, scattò una dolorosa istantanea della guerra in Libano.

5. L’11 settembre e la rottura del silenzio sull’Islam
Dopo anni di isolamento a New York, sua seconda patria, l’attentato terroristico alle Twin Towers dell’11 settembre 2001 spinse la Fallaci a rompere il silenzio. Con la lettera “La rabbia e l’orgoglio”, inviata al Corriere della Sera, scatenò un dibattito globale. Le sue dure posizioni contro l’estremismo islamico e i rapporti con l’Occidente la resero una figura fortemente controversa e contestata nei suoi ultimi anni di vita.
6. La morte e la pubblicazione postuma
Sofferente da tempo di un male incurabile, Oriana Fallaci si spense nella sua Firenze il 15 settembre 2006, all’età di 77 anni. Nel 2008, per volontà del nipote ed erede Edoardo Perazzi, è uscito postumo il romanzo Un cappello pieno di ciliege, una grandiosa saga familiare a cui la scrittrice aveva lavorato per oltre un decennio, lasciando un’eredità letteraria tradotta oggi in più di trenta paesi.