Cronaca
Delitto di Garlasco, 19 anni dopo: chi era Chiara Poggi e cosa sappiamo sulla nuova inchiesta
A 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco torna al centro dell’attenzione per la nuova inchiesta della Procura di Pavia. Ma dietro processi, perizie e nuove ipotesi resta soprattutto la storia di una giovane donna, uccisa a soli 26 anni.
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Chi era Chiara Poggi
Chiara Poggi nasce a Vigevano il 31 marzo 1981 e cresce a Garlasco, nel Pavese, insieme ai genitori Giuseppe e Rita e al fratello Marco. Nella villetta di via Pascoli conduce una vita semplice e riservata. Dopo il liceo si iscrive all’Università di Pavia e consegue la laurea in Economia e Commercio con il massimo dei voti e la lode, diventando la prima laureata della famiglia.
Dopo gli studi trova lavoro come impiegata. Le persone che la conoscevano la descrivono come una ragazza tranquilla, precisa, educata e molto legata alla famiglia. Una personalità lontana dagli eccessi e dalle mondanità, con una quotidianità scandita dal lavoro, dagli affetti e dalle poche amicizie rimaste negli anni.
La relazione con Alberto Stasi
Al momento dell’omicidio Chiara Poggi ha una relazione da circa quattro anni con Alberto Stasi, studente di Economia alla Bocconi. La loro viene descritta come una storia stabile, caratterizzata da una normale vita di coppia e da qualche inevitabile momento di tensione, ma senza particolari segnali di una crisi.

Le amicizie della giovane raccontano di un rapporto stretto e di una quotidianità condivisa. Stasi la aspettava spesso sotto casa per uscire insieme e il sabato sera rappresentava uno degli appuntamenti fissi della coppia.
Le amicizie e le nuove testimonianze
Le testimonianze raccolte nell’ambito della nuova inchiesta hanno contribuito a ricostruire ulteriormente la personalità di Chiara, ridimensionando alcune delle ipotesi circolate negli anni.
Non sarebbe emersa l’esistenza di un misterioso secondo cellulare: Chiara utilizzava invece Msn Messenger, molto diffuso all’epoca, per comunicare con il fidanzato quando erano lontani.
Un elemento tornato al centro dell’attenzione riguarda invece gli amici del fratello Marco. Tra questi c’era anche Andrea Sempio, oggi indagato dalla Procura di Pavia. Secondo quanto ricostruito, gli amici frequentavano la casa per giocare ai videogiochi e talvolta utilizzavano anche il computer nella camera di Chiara.
Il delitto di Garlasco e la condanna di Stasi
L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007, è diventato uno dei casi di cronaca giudiziaria più seguiti nella storia italiana. Dopo anni di indagini e processi, la responsabilità penale di Alberto Stasi è stata definitivamente accertata con una condanna a 16 anni di carcere.
La sentenza passata in giudicato rappresenta tuttora il punto fermo giudiziario sul delitto. La nuova inchiesta, tuttavia, ha riacceso il dibattito pubblico sulla ricostruzione dei fatti e sulle responsabilità dell’omicidio.
La nuova inchiesta su Andrea Sempio
La Procura di Pavia ha riaperto il caso concentrando l’attenzione su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. Le indagini preliminari sono state prorogate al 28 settembre e prevedono ulteriori accertamenti e consulenze tecniche.
L’obiettivo degli investigatori è verificare se gli elementi raccolti possano rafforzare l’ipotesi accusatoria e chiarire definitivamente alcuni aspetti rimasti controversi.
La traccia della scarpa sulla scena del crimine
Tra gli elementi sottoposti a nuovi approfondimenti c’è la traccia di una suola a pallini rilevata sulla scena del delitto. Gli esperti stanno verificando se possa essere riconducibile a una scarpa Frau numero 42 e se il numero sia compatibile con quello di Sempio.
Si tratta di un accertamento che potrebbe assumere un peso importante nella nuova ricostruzione, ma che dovrà essere valutato insieme agli altri elementi investigativi.
Il Dna e gli accertamenti genetici
Un altro capitolo riguarda il Dna trovato sui margini ungueali di Chiara Poggi. Il genetista forense Carlo Previderé è stato incaricato di effettuare ulteriori analisi sul materiale biologico.
Secondo quanto emerso nell’incidente probatorio, la traccia sarebbe riconducibile alla linea paterna della famiglia Sempio. Le consulenze delle parti hanno però sottolineato un aspetto fondamentale: non è possibile stabilire con certezza quando e in quale circostanza quel materiale biologico sia stato depositato.
La famiglia Poggi: “Vogliamo stare in silenzio”
Diciannove anni dopo la morte di Chiara, la famiglia Poggi continua a vivere il dolore lontano dai riflettori. I genitori Rita e Giuseppe e il fratello Marco hanno sempre cercato di mantenere un profilo riservato.
Nel giorno dell’anniversario, la famiglia torna a riunirsi per ricordare Chiara con una messa e una visita alla tomba. Un momento privato, in un periodo reso ancora più difficile dalla nuova attenzione mediatica sul caso.
Garlasco, un caso ancora al centro dell’attenzione
Il delitto di Garlasco continua dunque a intrecciare sentenze definitive, nuove indagini, Dna, perizie e ipotesi investigative. La posizione di Alberto Stasi resta quella stabilita dalla sentenza definitiva, mentre Andrea Sempio è al centro della nuova inchiesta e deve essere considerato, allo stato, una persona sottoposta a indagine e non un colpevole.
Al di là delle nuove piste investigative, resta però la storia di Chiara Poggi: una giovane donna di 26 anni, con una laurea, un lavoro, una famiglia e progetti per il futuro. È soprattutto questa la persona che il clamore giudiziario e mediatico sul caso di Garlasco non dovrebbe mai far dimenticare.