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La zolfatara di Irene Di Liberto: una famiglia contro il destino nella Sicilia delle miniere
Nel libro pubblicato da Piemme, la memoria delle zolfare diventa racconto familiare, storico e umano: al centro ci sono Teresa, Giovanni e il sogno di cambiare vita
La zolfatara, una storia nella Sicilia di inizio Novecento
La zolfatara di Irene Di Liberto è un romanzo storico e familiare ambientato nella Sicilia di inizio Novecento. Il libro, pubblicato da Piemme nel 2026, conta 432 pagine e nasce anche dal ricordo del nonno paterno dell’autrice, che fu caruso nella zolfara di Casteltermini, indicata come una delle miniere più importanti d’Europa.
La zolfatara, Teresa e Giovanni davanti alla fatica

Al centro del racconto ci sono Teresa e Giovanni. Lei cresce con un desiderio forte: diventare maestra e insegnare ai bambini a immaginare un futuro diverso. Lui lavora fin da bambino nella miniera, conoscendo i cunicoli sotterranei più della propria casa. In una comunità segnata da povertà, tradizione e ruoli già stabiliti, le loro vite si intrecciano fino a un matrimonio nato dalla necessità, ma capace di trasformarsi in un legame profondo.
La zolfatara e la forza della famiglia
Il cuore del romanzo è la resistenza quotidiana. La famiglia diventa rifugio, ma anche luogo di sacrificio: uomini, donne, madri e figlie affrontano miseria, lavoro massacrante e sogni spesso negati. Irene Di Liberto racconta un amore costruito sui gesti minimi, sulla pazienza e sulla volontà di restare uniti anche quando la realtà sembra non concedere vie d’uscita.
La zolfatara di Irene Di Liberto: il periodo storico e il valore della memoria
Il periodo storico non è solo sfondo, ma motore della narrazione. La Sicilia delle zolfare mostra un mondo duro, in cui il lavoro minorile, la povertà e il peso delle convenzioni condizionano ogni scelta. Proprio per questo La zolfatara parla anche al presente: racconta la dignità di chi ha vissuto nella fatica e la forza di chi, dentro una famiglia, prova comunque a custodire un futuro.