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MUSICA

Addio a Mikis Theodorakis: era il papà del Sirtaki, la danza sulla quale in pochi sanno la verità

Compositore e politico, aveva 96 anni: sua la musica ormai simbolo di un’intera nazione

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Mikis Theodorakis Sirtaki

Al solo pronunciare la parola Sirtaki inizia automaticamente a risuonare in testa la serie di note di bouzouki conosciuta in tutto il mondo e diventata simbolo internazionale della Grecia e della sua cultura. Seppure però praticamente chiunque sappia dare un nome alla musica di cui parliamo o quantomeno sappia ricondurla alla terra ellenica, sono in pochi a conoscerne le vere origini e la storia della nascita e diffusione.

Chi ha inventato il Sirtaki e quando?

Il Sirtaki è un indissolubile fusione di musica e danza ritenuta erroneamente da molti come antica e tradizionale, risalente a secoli fa, ma la realtà è ben diversa. La data di nascita infatti recita 1964, anno in cui Michael Cacoyannis, il regista nato a Limassol e poi naturalizzato greco, richiede al compositore Mikis Theodorakis di scrivere una musica per il film Zorba il greco (interpretato dall’attore due volte premio Oscar Anthony Quinn). All’epoca 39enne, Theodorakis diede vita ad una melodia destinata ad entrare nella leggenda e ancora oggi utilizzata orgogliosamente da molti ristoratori per far immergere soprattutto i turisti nell’universo greco.

Mikis Theodorakis: dal successo del Sirtaki alla prigionia

A rendere celeberrimo Mikis Theodorakis, oltre all’invenzione del Sirtaki è stata la prigionia (durante la quale ha subito vere e proprie torture) alla quale è stato costretto durante il difficile periodo greco sotto la dittatura della Giunta (1967-74). Una volta liberato, ha dedicato molto spazio nella sua vita all’impegno politico ed eletto deputato. Molto famoso in tutta Europa, Theodorakis collaborò anche con Iva Zanicchi e Milva.

Caratteristiche tecniche del Sirtaki: il segreto è nel ritmo

Lento, sincopato e in continua accelerazione, il ritmo del Sirtaki è ciò che lo rende così irresistibile, costringendo l’ascoltatore (o il suonatore o ancora il ballerino) ad inseguire con spasmodica bramosia la nota successiva, in un climax di entusiasmo sfrenato. Mediamente della durata di 3 minuti e 50, il metro del Sirtaki è di 4/4, crescente, ma che sovente nelle parti a maggiore velocità viene sostituita da una battuta a 2/4. Il suo autore, Mikis Theodorakis, scomparso tristemente il 2 settembre 2021, ne realizzò due versioni, una leggermente più lenta dell’altra. La sua diffusione fu tale e l’apprezzamento universale e condiviso, che il Sirtaki divenne per un mese il brano più ascoltato in Italia ed entrando in top 10 in molte altre nazioni.

Come si balla il Sirtaki?

Esattamente come nel film Zorba il greco, con i danzatori disposti in formazione circolare o in linea, con le braccia sulle spalle dei vicini. I passi seguono il ritmo, i movimento ampi e lenti diventano via via sempre più rapidi fino a trasformarsi in veri e propri salti.

Con quale strumento si suona il Sirtaki?

Il bouzouki, lo strumento del Sirtaki
Il bouzouki

Erede del panduro, strumento cordofono di origine pre-bizantina, il bouzouki si presentava originariamente con tre doppie corde (la versione più usata dagli artisti attuali), ma dopo la Seconda Guerra Mondiale si diffuse rapidamente una versione a quattro doppie corde. Tra gli italiani più virtuosi nel suonare questo strumento vi è Cristiano De André, figlio di Fabrizio. Parente stretto del mandolino napoletano, il bouzouki richiede al suo suonatore un’elevata rapidità di tocco e capacità di eseguire virtuosismi per esprimere al meglio le sue potenzialità