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MUSICA

Alanis Morissette rompe il silenzio sulla violenza: “Ho capito che si trattava di pedofili”

La cantante si confessa in un documentario dedicato alla sua vita

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Alanis Morissette Video

Fanno rumore le confessioni della cantante canadese Alanis Morissette affidate a Jagged, il documentario che racconta la sua vita presentato oggi al Toronto Film Festival. Nei 97 minuti del lungometraggio trovano spazio infatti rivelazioni molto personali sull’infanzia della cantautrice e attrice, oggi 47enne, rimaste fino ad ora all’oscuro. Il racconto emerge dal girato, ma non è stato seguito al momento da alcuna dichiarazione ulteriore della protagonista, poiché assente alla prima del documentario in quanto non soddisfatta del prodotto finale confezionato dalla regista Alyson Klayman.

Alanis Morissette racconta gli abusi subiti a 15 anni: “Si trattava di pedofili”

I fatti risalgono a quando Alanis Morissette era una giovanissima 15enne di Ottawa che viveva con i genitori e inseguiva il suo sogno di diventare una cantante di successo. All’epoca era alle prese con la registrazione di alcune demo per la casa discografica Geffen Records ed è stato proprio quello il contesto divenuto teatro delle violenze sessuali cui fa riferimento la Morissette.

“Le avance sessuali indesiderate erano molto comuni, quando non c’erano veri e propri abusi. Quasi con ogni singola persona con cui lavorai“, queste le parole rilasciate durante le riprese del documentario Jagged. Situazioni che Alanis Morissette ha impiegato tempo a definire consapevolmente come violenze: “Adesso ho capito che si trattava di pedofili. Sono stati degli stupri. Sono stata stuprata da più uomini quando avevo 15 anni. Mi ci sono voluti anni di terapia anche solo per ammettere che c’era stato qualche tipo di vittimizzazione da parte mia”.

“Le mie parole sono state fatte cadere nel vuoto”

Alanis Morissette

Il silenzio dunque è durato anni, anche perché, secondo la versione della cantante, quando ha effettuato alcuni tentativi di confessione non è stata ascoltata dai suoi interlocutori: “L’ho detto ad alcuni, ma le mie parole sono state fatte cadere nel vuoto – cosa che la fa arrabbiare notevolmente quando nota stupore da terzi sul silenzio delle vittime di violenza – Molte persone dicono ‘perché quella donna ha aspettato 30 anni?’ Io li mando a quel paese. Non hanno aspettato 30 anni. Nessuno le ascoltava. Tutta la cosa del ‘perché le donne aspettano?’ Le donne non aspettano. La nostra cultura non ascolta“.

Il quadro mostrato da Jagged, che porta all’attenzione del pubblico la vicenda di Alanis Morissette, è dunque destinato a rianimare la discussione sul tema delle violenze sessuali e di genere e sicuramente, per fare ulteriore luce sulla vicenda personale della cantautrice canadese, a registrare un approfondimento nelle parole della diretta interessata.