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Antoine de Saint-Exupéry: 9 curiosità su Il Piccolo Principe

Antoine de Saint-Exupéry e il suo Piccolo Principe, tra i libri in assoluto più tradotti al mondo: 9 curiosità

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Antoine de Saint-Exupéry: uno degli autori più tradotti al mondo

Potremmo ricordare Antoine de Saint-Exupéry per un’infinità di motivi, dalla filosofia alla storia, ma ciò che più di tutto ci è stato da lui affidato in eredità è il suo celebre libro Il Piccolo Principe. Si tratta di uno dei libri più venduti e letti al mondo che è difficile descrivere come una semplice opera, così come è difficile ascriverla ad un genere o parlare di libro dedicato al mondo dei più piccoli.

Il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry: Il Piccolo Principe, 9 curiosità

Il racconto si presenta, si può dire, solamente in apparenza come un’opera letteraria per ragazzi. Ciò su cui tutti però convengono è che non esiste un’età giusta, o meglio, non esiste una sola età giusta per leggerlo. Il Piccolo Principe è l’esatto esempio di un’opera che seppur immutabile nelle parole muta nei suoi significati insieme al lettore stesso che, prendendolo in mano in età più matura e ad anni di distanza, può leggervi un’altra storia, un’altra morale. Pubblicato per la prima volta nel 1943 (compiendo il prossimo anno 80 anni il 6 aprile) Il Piccolo Principe è stato pubblicato per la prima volta in Italia nel 1949. Tante sono le curiosità meno note riguardo l’opera, qui abbiamo provato a ricapitolarne alcune.

Il Piccolo Principe: pubblicato in Francia solo dopo la morte di Antoine de Saint-Exupéry

Il Piccolo Principe, sebbene sia stato pubblicato per la prima volta nel 1943, non vide la luce per la prima volta in Francia, patria del suo autore. A causa delle idee e dei pensieri, lo scrittore subì un blocco tale che permise la pubblicazione in Francia dell’opera solamente due anni dopo, nel 1945 e dopo la sua morte.

Il personaggio centrale, che non appare mai

Qualcuno lo avrà sicuramente già notato. Una prima curiosità si annida attorno ad uno dei personaggi principali, il pilota. Sebbene sotto agli occhi di tutti, sono comunque tanti a non essersi accorti che per volontà il narratore-pilota è praticamente l’unico personaggio del Piccolo Principe a non essere mai raffigurato nel libro. Non c’è traccia di disegno alcuno nel libro. La figura del narratore risulta però presente in alcuni disegni inediti pubblicati esposti solamente nel recente 2014 dalla Morgan Library di New York. L’intento? Probabilmente lasciare libera la possibilità di poter affidare le proprie sembianze al narratore della storia.

Orson Welles e la proposta alla Disney

Il Piccolo Principe avrebbe potuto diventare uno dei tanti cartoni di Walt Disney. L’idea venne in mente nientemeno che al regista Orson Welles che propose l’idea alla Disney. Dalla proposta però non ne nacque mai una vera e propria collaborazione.

Il manoscritto del Piccolo Principe lasciato come biglietto d’addio

L’opera di Saint-Exupéry avrebbe potuto non essere mai pubblicata. La storia narra infatti che il manoscritto del Piccolo Principe venne lasciato dall’autore ad un amico, all’interno di un sacchetto mal ridotto, poco prima che questo partisse per la chiamata alle armi. “Mi piacerebbe lasciarti qualcosa di splendido, ma questo è tutto quello che ho“, questo il presunto bigliettino che l’autore avrebbe lasciato insieme al manoscritto. Il Piccolo Principe assume in questa chiave il valore di un regalo d’addio, non sapendo se dalla guerra sarebbe mai tornato.

Antoine de Saint-Exupéry: scrittura e illustrazioni de Il Piccolo Principe

Diversamente da quanto ipotizzabile da qualcuno in prima battuta, Antoine de Saint-Exupéry è sia l’autore che l’illustratore dell’opera. Risalgono proprio a lui i primi scarabocchi (una decina di acquerelli). Sebbene non si sia mai considerato un disegnatore professionista, lo scrittore ha voluto in qualche modo dare forma alle parole scritte lasciando qualche piccola bozza. Proprio la copertina è una bozza disegnata dalla mano di Antoine. Nel 2017 a Parigi i disegni originali sono stati battuti all’asta per 500mila euro.

Immaginazione sì, ma anche realtà: l’inizio e la fine

L’immaginazione insita nel Piccolo Principe fa violentemente a pugni con la realtà dei fatti. C’è un fondo di verità ben oltre il carattere morale e filosofico dell’opera. Alcuni dettagli, in particolare l’inizio e la fine, sono di chiara ispirazione reale. Proprio come nell’inizio del libro si parla di un narratore che incontra un bambino nel deserto, nella vita vera anche lo scrittore si è trovato come il pilota, disperso nel deserto al fianco di un amico. E proprio come la fine, Antoine è realmente svanito nel nulla, disperso insieme al suo aereo proprio come la scomparsa di cui si parla nel libro.

Cosa c’entra La Sirenetta di Andersen?

Se alla Disney era stato proposto di dare forma scenica al Piccolo Principe, dalla “Disney” tutto potrebbe essere partito. Si dice infatti che ad ispirare l’opera ad Antoine fu la lettura in ospedale (dove si trovava dopo alcuni incidenti aerei) de La Sirenetta di Christian Andersen.

Il Piccolo Principe: il libro più tradotto al mondo, dopo la Bibbia

Il Piccolo Principe detiene dei record non indifferenti. L’opera di Saint-Exupéry è infatti una delle più lette al mondo, una delle più tradotte (nel 2017 sono state contate 505 traduzioni in lingua ma anche dialetti) e non di rado fa parte del repertorio di libri che vengono fortemente consigliati come lettura nelle scuole primarie, sempre di tutto il mondo. Ovviamente, proprio per questi motivi, Il Piccolo Principe è anche una delle opere più vendute della storia. Stando ai dati, se si escludono testi religiosi come la Bibbia, il Piccolo Principe è il testo più tradotto al mondo.

Tutti i film ispirati al Piccolo Principe

Esistono numerose trasposizione cinematografiche dell’opera: la prima risale al 1966, per volontà del regista Zebriunas dal titolo Le stampe di Melnkiy. L’ultima invece, in ordine cronologico, risale al 2015 con il titolo Il piccolo principe, cartone animato francese.

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