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Auguri alla Repubblica degli Italiani!

Non è un giorno come un altro: i motivi per cui occorre ricordarcelo

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Bandiera Italiana tricolore

Quando il 2 giugno 1946, in seguito ai risultati del referendum istituzionale, nacque la Repubblica Italiana, tutti gli intellettuali, i saggi e i giuristi che di lì a poco avrebbero promulgato la Carta Costituzionale, ebbero la consapevolezza che conservare integri nel tempo gli ideali cui essa si ispirava, avrebbe comportato momenti di duro impegno ed anche grandi sacrifici, come del resto accade per tutte le grandi conquiste dell’uomo.

Il valore del 2 giugno

Il 2 giugnoFesta della Repubblica Italiana, conserva oggi intatto il suo alto valore di civiltà, ed è per tutti noi Italiani il momento per rinsaldare la nostra identità nazionale, perché crediamo che il nostro popolo – sovrano – esprima dei valori fondanti, plasmati e rappresentati nello spirito repubblicano, di libertà, democrazia e fratellanza. Nel costituzionalismo moderno, la teoria della sovranità popolare – cardine del primo articolo della Costituzione italiana – è strettamente connessa al suffragio universale e alla sua progressiva affermazione, ed è importante sottolineare che tale principio affonda le sue radici nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1793, redatta nella seconda fase della Rivoluzione Francese. La formulazione del principio di sovranità popolare, asse imprescindibile delle democrazie, si trovava all’articolo 25, che così recitava: “La sovranità risiede nel popolo; essa è una e indivisibile, imprescrittibile e inalienabile”. Tale costituzione non entrò mai in vigore, ma, ispirata alla filosofia di Jean-Jacques Rousseau, divenne punto di riferimento per il pensiero delle libertà occidentali del secolo successivo.

La responsabilità di essere italiani

Oggi, tutti noi, vecchi e giovani, abbiamo il diritto e il dovere di portare innanzi i fondamenti dei nostri padri repubblicani, quali la volontà di pace della nazione e la forza e la dignità del popolo italiano nel costruire con il lavoro materiale e intellettuale l’esistenza di ognuno. Tali capisaldi furono ben rappresentati iconograficamente nell’emblema repubblicano formato da un ramo di ulivo e di quercia, dalla ruota dentata d’acciaio, coronato da una stella raggiante che illumina il suo capo. Auguri a Te, cara settantacinquenne sempreverde Repubblica, a Te che hai fatto sì che da quel 2 giugno il cielo sopra l’Italia e gli Italiani è stato sempre più blu, spazzando le nuvole nere delle discriminazioni e delle oppressioni. Ad maiora!

Roberto De Frede è avvocato, scrittore, amante degli studi umanistici nonché attento osservatore del mondo contemporaneo con uno sguardo imprescindibile alla storia, maestra di vita.

“È importante aggiungere più vita agli anni, non più anni alla vita”