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Cinema e Teatro

Barbara Bouchet, la fuga in America e l’arrivo in Italia: “Raccoglievo cotone”

Un passato che non tutti conoscono e che l’ha portata a girare il mondo

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Barbara Bouchet

Dalla Repubblica Ceca a San Francisco: l’infanzia in fuga di Barbara Bouchet

Barbara Bouchet ha ripercorso il suo passato, condividendo con il pubblico il suo viaggio che l’ha portata dalla sua Reichenberg, negli odierni territori della Repubblica Ceca, all’Italia, passando per gli Stati Uniti d’America. Un viaggio non facile, costellato di difficoltà e momenti bui, ma anche di strepitosi successi che l’hanno consacrata come star internazionale. Ecco cosa aveva svelato nel corso di un’intervista rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni.

“Una stanza per tutta la famiglia”

Era solo una bambina Barbara Bouchet, quando la sua città fu invasa dall’esercito russo: “Dovemmo lasciare la nostra città, ci rifugiammo in un paesino della Germania, ospiti di zii. Una stanza per tutta la famiglia, il bagno sul balcone”. Essendo la maggiore di 6 fratelli, si dedicava alla loro cura. A 12 anni, la svolta: “Siamo andati in America. Ricordo solo piantagioni immense dove raccoglievo cotone. Appena siamo riusciti a ripagare il viaggio ci siamo trasferiti a San Francisco”.

La foto come sosia che ha cambiato la vita a Barbara Bouchet

In California la sua vita è stata ancora una volta stravolta: “Diedi una mia foto a un ragazzo che mi piaceva e lui la spedì a un concorso per sosia di Sandra Dee. Vinsi. Tra i premi c’era un provino a Hollywood. Il casting però non venne mai realizzato, ma Barbara ormai aveva un sogno: diventare attrice. “Facevo i provini intanto vendevo scarpe o pollo fritto per mantenermi”, ha raccontato Barbara.

L’arrivo in Italia nel 1970

Da quel momento tutto è cambiato, dalle prime parti ottenute, in Casino Royale, ad esempio, o Star Trek, fino all’arrivo in Italia. “Nel 1970 il regista Piero Zuffi mi offrì un ruolo nel thriller Colpo rovente dopo aver visto una mia foto su Variety. Io non ero mai stata in Italia e dissi ‘ok!’. Poi me ne offrì un altro e un altro…e sono ancora qui”.

Una scelta che non rimpiange, anzi, oggi è consapevole che ad Hollywood non sarebbe durata a lungo: Là ho ricevuto anche proposte indecentilo star system americano è spietato, non lo avrei retto. Qui ho trovato gentilezza e risate”.

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