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Bianca Balti illumina il dibattito sulla fertilità femminile: il potere liberatorio del social freezing

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In un mondo dove il dialogo aperto e onesto su temi legati alla salute e alla fertilità femminile spesso incontra barriere, iniziative come quella di Bianca Balti, nota top model, assumono un valore educativo e liberatorio.

Attraverso una diretta Instagram con la ginecologa Marina Bellavia, Bianca Balti ha gettato luce sulla pratica del social freezing, ovvero il congelamento degli ovociti, un argomento che, nonostante la sua rilevanza, rimane per molti avvolto nel mistero o circondato da inutili tabù.

Partendo dalla propria esperienza personale, Balti ha rivelato di aver scoperto l’opzione del social freezing relativamente tardi, a 37 anni, durante una diretta Instagram di un’amica.

“Sarei forse rimasta con il mio ex perché volevo fare un figlio e non volevo perdere la possibilità di una maternità,” ha condiviso l’icona della moda, sottolineando l’importanza di parlare apertamente di queste tematiche.

Nel suo caso, il congelamento degli ovociti non è stato solo una scelta procreativa, ma un atto di empowerment femminile, che le ha permesso di vivere i rapporti sentimentali senza la pressione di un “orologio biologico” che ticchetta.

Balti, che ha già fatto ricorso a questa pratica, ha anche espresso il desiderio di regalare la stessa opportunità a sua figlia Matilde, che ha attualmente 17 anni, quando compirà 21 anni. “Così non ci pensi più, ti fai la tua vita e quando vuoi una gravidanza hai già tutto il necessario,” ha dichiarato, evidenziando il potenziale liberatorio dell’opzione del social freezing.

Oltre alle considerazioni personali, Balti ha toccato il problema del costo elevato di questa pratica, sottolineando come sarebbe auspicabile che fosse accessibile a tutte senza costi, per eliminare completamente la pressione legata alla fertilità.

“Un investimento che facciamo su noi stesse,” ha affermato, richiamando l’attenzione sulla necessità di normalizzare e demistificare le scelte legate alla fertilità femminile.

Infine, per coloro che potrebbero essere frenati dal timore della procedura in sé, ha offerto una rassicurazione personale.

Nonostante la sua fobia degli aghi e delle procedure mediche, l’esperienza del social freezing l’ha aiutata a superare queste paure, scoprendo una forza interiore sorprendente.

Una testimonianza che non solo incoraggia le donne ad informarsi e considerare attivamente le loro opzioni in termini di fertilità, ma anche a confrontarsi con i propri timori, trovando in essi una possibilità di crescita personale.

L’iniziativa di Balti e della dott.ssa Bellavia rappresenta un prezioso contributo al dialogo sulle questioni di fertilità, proponendo un punto di vista incentrato sul diritto delle donne di fare scelte informate e consapevoli sul proprio corpo e sul proprio futuro, libero da pregiudizi e pressioni sociali.

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