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Attualità

Calciobalilla e ping-pong come slot per la legge: multe fino a 4mila euro

Flipper, dondolanti per bambini e non solo: tutto ciò che si aziona con un gettone deve essere certificato di non assicurare vincite in denaro

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Calciobalilla e ping-pong: la determina che li tratta al pari delle slot machine

Nessun calciobalilla senza il permesso dell’Agenzia delle Entrate: così vuole il decreto che entra effettivamente in vigore in questo caldissimo giugno 2022. Non c’è differenza alcuna, davanti alla legge, tra una giocata al biliardino e una puntata al videopoker.

Certificazioni e permessi per chi vuole un biliardino: basta un “gettone” per fare gioco d’azzardo

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A mettere nero su bianco quanto sopra è l’ultima determina direttoriale dell’ADM, Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli. Il calciobalilla non è diverso da un videopoker, o almeno, non davanti alla legge. Per questo motivo nessun gestore di locale potrà decidere deliberatamente di avere un biliardino all’interno del proprio locale e nemmeno un ping-pong previa registrazione e richiesta di certificazione, al pari di una slot machine. Ma ciò non si limita al giochetto del calcio: la determina tocca da vicino anche chiunque voglia avere nel proprio esercizio un flipper, persino un dondolante per bambini.

Multe per chiunque non rispetti l’iter di certificazione

Imposte, certificazioni, nulla osta: insomma, decidere di aver un calciobalilla all’interno di un locale, alla luce della determina del 18 maggio, significa accettare di intraprendere un iter burocratico che fa passare la voglia di giocare. Il tutto si inserisce all’interno di una più profonda riflessione dall’alto che punta a certificare, calciobalilla dopo calciobalilla, la presenza di qualsiasi gioco e non che, pur azionandosi mediante “gettone” si discosta da qualsivoglia presunto gioco d’azzardo. E se questa determina, così scritta, porterà qualcuno a sospirare un laconico e postmoderno “che mangino brioche“, il problema si palesa a chi già ha in dotazione un innocente e innocuo biliardino non certificato.

Sono previste infatti multe e nemmeno poco salate, come quella già recapitata al titolare di uno stabilimento in Puglia. 4mila euro di multa per non aver opportunamente certificato il calciobalilla, di atavica data, consumato rullata dopo rullata.