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Caravaggio uccise due volte: la rivelazione dal compendio alle Vite del Vasari

Che fosse un assassino si sapeva, ma ora emerge una nuova vittima

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Riccardo Gandolfi, archivista presso l’archivio di Stato di Roma, pubblica per la prima volta la versione integrale de Le Vite degli Artisti di Gaspare Celio, con nuove rivelazioni su Caravaggio

È stato ritrovato un nuovo manoscritto con episodi finora poco noti della vita giovanile di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. Alcuni di questi fatti sono molto inquietanti. Finora tutti noi conoscevamo il delitto Tommasoni, commesso da Caravaggio in tarda età, nel 1606. Ora da quanto emerge dal ritrovamento, Merisi si macchiò di un altro delitto, negli anni novanta del Cinquecento, un delitto che avrebbe determinato il suo trasferimento dalla Lombardia a Roma.

Caravaggio uccise due volte: lo straordinario ritrovamento racconta la verità sulla sua vita

A illuminarci su questo episodio sono le aggiunte al compendio delle Vite del Vasari, scritte dal romano Gaspare Celio (1571-1640), pittore, architetto e scrittore. Proprio a questo compendio il Celio deve la sua fama. A ritrovare le Vite degli Artisti di Celio è stato lo studioso Riccardo Gandolfi, mettendo a segno una delle scoperte artistiche più clamorose degli ultimi decenni. Sulle tracce molto vaghe del documento Gandolfi era finito nel Lancashire, precisamente nella biblioteca dello Stonyhurst College. L’archivista si è ritrovato davanti il prezioso documento in una modestissima rilegatura verdognola, tipica dell’Ottocento.

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