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Cattura di Matteo Messina Denaro: il boss ha dovuto obbedire a qualcuno di superiore?

L’ipotesi dell’ex magistrato che ha collaborato con Falcone e Borsellino

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Matteo Messina Denaro

Esiste una struttura in grado di comandare anche sui boss della mafia? “Anche Messina Denaro deve obbedire”

Matteo Messina Denaro è stato arrestato ormai da giorni, ma la sua cattura continua a destare curiosità, soprattutto perché a molti appare da un lato incomprensibile come sia riuscito a scappare dalle Forze dell’Ordine per 30 lunghi anni, dall’altro per la facilità con la quale si muoveva sul territorio. Inoltre, le recenti dichiarazioni di Salvatore Baiardo rilasciate a Massimo Giletti, che hanno praticamente anticipato di due mesi quanto avvenuto il 16 gennaio, sembrano a molti qualcosa in più di una semplice coincidenza o profezia fortunosamente compiuta. A parlare proprio di questi fatti e delle possibili correlazioni invisibili che hanno portato alla concretizzazione della cattura di Matteo Messina Denaro è stato anche l’ex magistrato Roberto Scarpinato, che al TG1 ha fornito una sua ipotesi sull’evento.

L’ipotesi di Roberto Scarpinato

“Godeva di una rete di protezione di altissimo livello, riusciva a scappare un attimo prima dell’arresto e le indagini hanno dimostrato che veniva avvertito dagli stessi investigatori che dovevano arrestarlo”, questa la premessa di Scarpinato. L’attuale senatore della Repubblica ha poi proseguito delineando i tratti di uno scenario plausibile, che potrebbe far luce da un lato su ciò che ha davvero reso possibile la cattura di Matteo Messina Denaro, dall’altro aprono un nuovo universo di ombre per nulla rassicuranti.

La cattura di Matteo Messina Denaro: molto più che una profezia indovinata?

“L’operazione dei Ros è inappuntabile, non c’è alcun aspetto oscuro. È lui che si è comportato in modo strano, usando cellulari e prendendo l’identità di un altro uomo di mafia. C’è qualcosa che non funziona, ma non nelle indagini, quanto all’interno della mafia”. I sospetti di Roberto Scarpinato sono dunque orientati alla gestione interna dell’organizzazione criminale della latitanza del suo capo assoluto. Un capo non indebolito nel suo potere e ancora pienamente attivo.

“C’è qualcosa che non va, è strano”: i sospetti sulla cattura di Messina Denaro

Scarpinato riparte dalle dichiarazioni di Baiardo, per poi arrivare alla cattura: “Salvatore Baiardo è il portavoce della mafia, parla in tv e annuncia che Matteo Messina Denaro verrà arrestato e nonostante questo lui resta dov’era. C’è qualcosa che non va”. Nella mente dell’ex procuratore generale di Palermo non è però presente l’ipotesi di un tradimento: “No, assolutamente. Ha cominciato a commettere una serie di errori da principiante, per cui era inevitabile che prima o poi venisse catturato. Non è che Matteo Messina Denaro non era più il capo, è che c’è una struttura che va al di là di Matteo Messina Denaro che dice ‘è chiusa, è finita, questo è il momento in cui tu ti devi fare arrestare. E anche Matteo Messina denaro deve obbedire. Queste le dichiarazioni di Roberto Scarpinato.

Risolto un mistero se ne apre un altro…

Chi può esserci dietro questa struttura? Quali sono i suoi intenti eventuali? Come detiene il potere di ordinare a Matteo Messina Denaro di cedere ad una cattura? Altri misteri, dei quali forse non sapremo mai qualcosa di più.

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