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MUSICA

Chi è Enzo Avitabile: ‘O Soul mio sta in fronte al mondo intero

L’infinita carriera musicale di Enzo Avitabile

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Enzo Avitabile

Enzo Avitabile oggi ospite di Mara Venier a Domenica In

Enzo Avitabile è il brillante artista napoletano colui il quale è riuscito più degli altri a creare un punto di piacevole contatto tra i suoni tradizionali partenopei (e mediterranei in generale) e quelli afroamericani, anche con fortunate collaborazioni.

Enzo Avitabile: le origini e gli esordi, l’incontro con gli Showmen

Enzo Avitabile nasce martedì 1° marzo 1955 a Napoli, nel quartiere di Piscìnola-Marianella, e cresce con la musica. Benché nulla si sappia riguardo a una possibile parentela con il compositore e direttore d’orchestra Pietro Avitabile, conosciuto perché titolare, assieme a Nino Rejina, del gruppo che accompagna i piccoli cantanti nella prima trasmissione televisiva RAI in onda da Napoli, Il nostro piccolo mondo (1959-1961), certo è che i tre fratelli Carlo, Rino ed Enzo si danno da fare, ciascuno con un tipo di strumenti: Carlo sceglie le percussioni, Rino i cordofoni a pizzico ed Enzo i fiati. Il Nostro si diploma così in flauto al Conservatorio di San Pietro a Maiella e nel contempo sperimenta il sassofono: intanto, verso i 12-13 anni, incontra due ragazzi molto in gamba, il cantante Mario Musella e il sassofonista James Senese, entrambi nati da relazioni tra soldati dell’esercito statunitense e ragazze napoletane durante la II Guerra Mondiale. Essi hanno appena costituito un gruppo, The Showmen, scritturato a Roma dalla RCA Victor italiana e in procinto di uscire (è l’autunno del 1967) con la versione ri-arrangiata a tempo di R&B di una canzone italiana fine anni ’30, Un’ora sola ti vorrei. Attratto da quello stile del tutto nuovo per i nostri ascoltatori, l’adolescente Enzo viene incoraggiato da Musella e Senese a insistere con il canto e con lo studio del sax, che senz’altro gli saranno utili dopo.

Enzo Avitabile e Pino Daniele: un’amicizia indissolubile

Quando si reca in Conservatorio per seguire le lezioni di flauto, Enzo Avitabile incontra spesso per la strada un giovanottello che si destreggia assai bene con la chitarra: è nato una ventina di giorni dopo di lui e si chiama Pino Daniele. È lui a scoprire le ottime qualità da sassofonista di Enzo e lo invita a suonare con lui sin dagli anni della gavetta, fino a giungere al primo album Terra mia. Successivamente un altro grande cantautore napoletano, Edoardo Bennato, convoca Avitabile a Milano per incidere le parti del sax da inserire nei due dischi destinati a uscire a brevissima distanza l’uno dall’altro, Uffà uffà e Sono solo canzonette. Queste prove in qualità di “turnista” sono eccellenti, ma intanto nasce in Enzo la voglia di cantare alcune cose da lui nel frattempo composte.

I dischi e i grandi successi di Enzo Avitabile, sull’asse Napoli -Nuova York

Nel 1982 esce il primo lavoro da cantautore dal titolo Avitabile, ma è con l’album seguente, Meglio soul del 1983, che Enzo conosce il primo successo, grazie anche a una canzone intitolata When I believe, la quale si fregia di strofe in italiano e del ritornello in inglese e che focalizza quello che è l’intento dello stile musicale che il cantautore e sassofonista napoletano vuole sviluppare: appunto un sapiente incrocio tra la tradizione melodica italiana (e ovviamente partenopea) e quella tipica degli Stati Uniti (jazz, blues e dintorni), lungo l’ideale asse Napoli-Nuova York. Inoltre questo album è nobilitato dalla partecipazione in un brano di un’illustre personalità del blues-rock afroamericano, Ritchie Havens, che proprio in quel periodo scrive un intero disco assieme a Pino Daniele. Seguono nel 1984 Correre in fretta (che contiene la rappresentativa ‘O Soul mio), nel 1986 S.O.S. Brothers (da cui viene tratto il singolo Mamma che caos!) e nel 1988 Alta tensione, oltre a un brano interamente in inglese, Street happiness (in cui viene citata la vecchia canzone fine anni ’60 Na na hey hey kiss him goodbye degli Steam), eseguito in collaborazione con l’allora ben noto “rapper” nuovayorkese Afrika Bambataa.

Enzo Avitabile dagli anni ’90 ad oggi: meno successi commerciali, più musica di qualità

Negli ultimi 30 anni, Avitabile sceglie di ampliare la propria visuale di autore ed esecutore musicale, anche a costo di sfidare quella popolarità raggiunta negli anni ’80. Eccolo quindi impegnato nel recupero delle tradizioni partenopee e mediterranee in generale, nel dare un personale vigore al repertorio di musica etnica (specialmente africana) e anche nella composizione di brani da concerto d’impostazione classico-contemporanea. Rimasto vedovo con due figlie, l’artista napoletano si avvicina alla fede cristiana diventando cattolico praticante e non manca di promuovere iniziative benefiche, musicali e non, anche a sostegno di missioni nei Paesi del Continente Nero in cui regnano ancora miseria e denutrizione. Nel 2018 Enzo Avitabile riappare al cospetto delle più vaste platee gareggiando al Festival di Sanremo, ma la sua canzone Il coraggio di ogni giorno, cantata in duo con Peppe Servillo, passa piuttosto inosservata. Poco male per un musicista che gode di buona fama internazionale e al quale il compianto regista cinematografico nordamericano Jonathan Demme ha dedicato 10 anni fa un interessante e curioso documentario, dal titolo Enzo Avitabile’s Music life.

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