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Diritto all’aborto, gli Stati Uniti fanno retromarcia: scoperta la bozza di legge segreta

La maggioranza della Corte Suprema vuole far diventare di nuovo illegale l’aborto per libera volontà della madre

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Corte Suprema Usa

La Corte Suprema USA ha votato in segreto per abolire la sentenza Roe vs Wade, che rese legittimo l’aborto per libera scelta della madre

Era il 22 gennaio 1973, il giorno in cui venne emanata la sentenza Roe vs Wade, quando la disciplina sull’aborto negli Stati Uniti (e da lì poi nel mondo intero) è radicalmente cambiata. Da quel processo venne infatti stabilito che la Corte Federale degli USA avrebbe riconosciuto il diritto all’interruzione di gravidanza in assenza di problematiche di salute di madre e figlio. In pratica, quel giorno, è stata sancita come legale e primaria la libera scelta della donna in merito all’aborto.

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Il documento firmato dal giudice è trapelato inaspettatamente: per renderlo legge servirà ancora un voto

Oggi, dopo mezzo secolo di dibattito etico-giuridico, la normativa sull’aborto viene nuovamente messa in discussione. Il sito Politico ha infatti ottenuto un documento eccezionale, che attesta la decisione da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America di cancellare la sentenza Roe vs Wade.

Il foglio acquisito dal sito di informazione è infatti il testo-bozza recante le motivazioni del giudice Justice Alito in merito alla volontà della maggioranza della Corte Suprema di cancellare la sentenza Roe vs Wade, già espressa tramite voto segreto a febbraio.

Supreme Court Stati Uniti aborto
La sede della Corte Suprema degli Stati Uniti

Cosa cambierebbe se la sentenza Roe vs Wade venisse abolita?

Per rendere effettiva questa bozza e far diventare in un colpo solo illegale l’aborto in tutti gli Stati Uniti d’America servirà ancora una votazione. Gli equilibri politici della Corte Suprema fanno però intendere che la direzione verso cui è orientata la maggioranza è chiara. Ciascuno degli Stati membri diventerebbe in quel caso libero di stabilire pratiche proprie in merito all’aborto, similarmente a quanto avviene per la pena di morte.