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Fabio Fazio: “Il patriarcato è ritenere che il corpo della donna appartenga alla collettività maschile”

Fabio Fazio: la lunga riflessione dopo i numerosi attacchi che hanno colpito la cantante Elodie

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Fabio Fazio scaccia i pregiudizi: la lunga riflessione sulla cultura patriarcale e la difesa di Elodie, libera di appartenere solo a se stessa

È un lungo discorso, un lungo confessarsi e una lunga riflessione quella che Fabio Fazio rende sul settimanale Oggi in difesa della libertà, dell’autodeterminazione, dell’indipendenza della donna. Una libertà che filtra anche attraverso il corpo della donna, corpo il cui unico possessore è la donna stessa.

Una lunga riflessione che Fabio Fazio fa partire dalle parole di una sua stessa ospite, la cantante Elodie, rilasciate nel corso di una delle recenti interviste proprio a Che Tempo Che Fa su Nove. “‘Mi piace l’idea di dare fastidio senza fare niente di male’. Basterebbero queste parole pronunciate da Elodie a Che Tempo Che Fa per chiudere la faccenda. È in particolare il ‘mi piace’ la parte più importante della dichiarazione. Mi piace, cioè piace a me ed ecco che l’asserzione dovrebbe diventare indiscutibile“, scrive Fazio.

“Lo scandalo non è dunque lo spacco o la scollatura, ma il rivendicare l’autonomia e l’indipendenza”

Poi il conduttore e giornalista entra nel merito della sua personale definizione di cultura patriarcale, una cultura che porta l’individuo a pensare di avere diritto e potere sul corpo di qualsiasi donna. “Non è consentito a una donna di poter essere libera di mostrare sé stessa come vuole, quasi non fosse padrona del proprio corpo e delle proprie intenzioni. Ecco che cosa si intende per società patriarcale – scrive Fazio – proprio quella in cui ancora si ritiene che il corpo della donna, soprattutto se sexy o provocante, appartenga alla collettività maschile. Lo scandalo non è dunque lo spacco o la scollatura, ma il rivendicare l’autonomia e l’indipendenza“.

E a partire da questo, la conclusione che capovolge e ancor più sottolinea la disparità: “Nessuno si sognerebbe di stigmatizzare Roberto Bolle quando balla a torso nudo su un palco o Damiano dei Maneskin o un calciatore che si toglie la maglietta a fine partita. In molte parti del mondo le donne sono cose, schiave, nascoste da veli e burka, proprietà privata di maschi che ne dispongono come oggetti di nessun conto. Questo è intollerabile. Non l’esibizione di una popstar che fa la popstar“.

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