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Fight Club: il finale non piaceva al governo cinese, così l’ha cambiato

Ecco cosa succede quando la politica di un paese si sente autorizzata a cambiare un’opera d’arte

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Un frame dalla scena finale di Fight Club

Fight Club: in Cina il finale non è stato solo tagliato, ma proprio cambiato

Davanti a un’opera d’arte che aderisce secondo tutti i crismi a questa definizione, bisognerebbe semplicemente gettare le armi, spalancare gli occhi, permettere alla mandibola di cedere leggermente e starsene lì, ad ammirarne la bellezza. Ma in un paese come la Cina odierna, lacerata da una dittatura che annienta la libertà d’espressione (oltre che quella personale), questa estasi è raggiungibile solo se l’oggetto in questione ricalca perfettamente le ideologie del Partito. Evidentemente, Fight Club non è stato di gradimento alle autorità cinesi. E così si sono presi la libertà di cambiarlo, senza chiedere il permesso a nessuno.

Chuck Palahniuk e David Fincher: non sia fatta la vostra volontà

Il regista David Fincher e lo scrittore Chuck Palahniuk.

Due nomi: Chuck Palahniuk e David Fincher. Scrittore del libro Fight Club il primo, regista che ha diretto l’adattamento cinematografico il secondo. Dalla loro unione è nato un capolavoro (guai a chi non la pensa così). Il Fight Club che conosciamo noi è identico a come l’hanno pensato loro: una fiaba postmoderna dalla morale sovversiva, anarchica e anticapitalista. A quanto pare, quello di cui godiamo è un privilegio, un lusso che in Cina non si possono permettere. Il finale originale è quello in cui si scopre che Tyler Durden non è nient’altro che l’alter ego del personaggio senza nome interpretato da Edward Norton. Grattacieli che esplodono sulle note di Where is my mind dei Pixies, mentre Marla Singer e Tyler Durden li guardano crollare, tenendosi per mano. Bene, così per tutti tranne che per la Cina.

Fight Club: il finale creato in Cina

Ora, prendete l’intera scena finale, tagliatela e cestinatela. Ma oltre a questo, giusto per rovinare ancora un po’ il film, immaginatelo così: niente esplosioni. E sapete perché? Perché la polizia è stata talmente astuta da riuscire a capire in anticipo i piani di Tyler e a catturarlo. Che efficienza, ragazzi. Ma c’è dell’altro: Tyler, dopo essere stato preso, viene messo in un manicomio per ricevere cure psichiatriche, e poi rilasciato solo nel 2012. E per raccontare tutto ciò viene usato un semplice cartello, che distrugge la profondità e l’enigmaticità della trama liquidandola con un paio di righe. Non si sa ancora con certezza se sia stata una decisione di TencentVideo (il servizio di streaming che ospita il film) oppure una scelta del governo. Quello che sappiamo è che sicuramente non ne gioiranno i creatori di questo film cult.

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