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Fiorello non è de Coubertin: partecipare e basta non serve a nessuno

Frenesia, frenesia canaglia…

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Rosario Fiorello

Il probo barone Pierre, fondatore della competizione sportiva omnia, vedeva la mera presenza ai Giochi come fonte di gioia, soddisfazione e successo personale. Efficace rimedio alla sconfitta e inno alla sportività, il suo motto sembra ispirare anche chi, in questi giorni, non vede l’ora di annunciare la terza presenza di Rosario Fiorello al fianco di Amadeus al Festival di Sanremo, come se dell’intera questione (ricordiamolo, organizzare l’evento televisivo più importante d’Italia) contasse solo battere la parola “ufficiale”, certificarne la partecipazione, senza preoccuparsi del risultato.

Il risultato conta, soprattutto al Festival

Ma il nostro Rosario Tindaro Fiorello da Catania non è de Coubertin e del risultato a lui importa, in particolar modo perché lo sport della conduzione si fa in squadra (e già è impegnativo controllare che le pettorine rimangano dello stesso colore durante la partita). Sia quando ha deciso di realizzare un sogno con l’amico Amadeus, sia quando ha indossato i panni del mohicano e ha creduto in un’edizione 2021 del Festival, Fiorello non è mai salito sul palco tanto per esserci, tanto per portare a casa un gettone di presenza.

Fiorello è un artista, un creativo, ed è un professionista cui non si può proprio dire che soffra di manie di protagonismo. Fiorello al Festival ci sarà se gli andrà, ed è cosa buona è giusta, perché non può essere lì sul palco “obbligato” dalla presenza dell’amico di sempre. Non può essere sul palco dell’Ariston a gestire le rognose contingenze del caso solo perché ‘non c’è due senza tre’. Fiorello deve essere sul palco se sarà Fiorello prima di tutto, perché è lui che il pubblico vuole ed è lui che serve al Festival che verrà.

Lasciamolo in pace, se saremo fortunati ce lo godremo ancora sul palco. E che importa se lo annunceremo il 20 di gennaio, anzi, sarebbe una bellissima sorpresa dell’ultimo minuto. Perché Sanremo è sì Sanremo, ma Fiorello è Fiorello.

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