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Foie gras da laboratorio: la rivoluzione di Gourmey tra etica e sostenibilità

Etica sostenibile e del tutto cruelty-free: l’avanguardismo della startup parigina che apre le porte all’agricoltura cellulare

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Il foie gras ha sempre diviso fortemente il pubblico dei consumatori tra coloro che da anni ne chiedono fortemente il divieto di produzione denunciando la crudeltà a cui vengono costrette anatre ed oche; e coloro che invece ne elogiano il gusto e il sapore dichiarandosi non disposti a rinunciarvi. Si interpone tra loro, o sembra volenterosa di frapporsi nell’imminente futuro, una realtà terza che si appella ad una nuova concezione di agricoltura definita cellulare. Dalla Francia agli States passando per Singapore, tutti parlano di Gourmey, la startup di Parigi che ha ricevuto nelle ultime settimane ben 10 milioni di dollari da parte di investitori che credono fortemente nella rivoluzione del foie gras da laboratorio.

Foie gras cruelty-free e sostenibile: l’idea di Gourmey, startup francese

Cruelty-free ed eticamente sostenibile: sono queste le definizioni che caratterizzano questo nuovo prodotto che si prepara al mercato per farvi incursione presumibilmente nel 2023. Si tratta di un foie gras che, in termini di sapore, non avrebbe nulla da invidiare al più classico e tradizionale paté di fegato d’oca o di anatra, e che soprattutto non costringe ad alcuna violenza nei confronti degli animali. A rilanciare questo nuovo prodotto creato di fatto in laboratorio è la startup parigina Gourmey, nata poco più di 2 anni fa e che al momento vanta 20 dipendenti.

Foie gras senza gavage: l’avanguardia dell’agricoltura cellulare

Nonostante la relativa grandezza dell’azienda, il seguito al momento è fortissimo e il loro foie gras da laboratorio sta del tutto catalizzando l’attenzione da parte del mercato alimentare. Volenterosi di trovare una soluzione fosse eco-friendly e cruelty-free, la startup è andata alla ricerca di un fegato d’oca che non presupponesse alcuna violenza fisica sugli animali. Da sempre il mondo ambientalista ha sollevato polemiche e portato avanti battaglie per porre fine alla crudeltà a cui vengono costrette anatre ed oche per ricavare il pregiato paté. Come da tradizione del Sud-Ovest francese infatti, per ottenere il foie gras il procedimento prevedere un’alimentazione massiccia e forzata tale da provocare una crescita abnorme del fegato e delle cellule epatiche incrementandolo di 7, ma anche 10 volte il suo volume, la cosìddetta gavage.

10 milioni investiti in poche settimane

In cerca di soluzioni che però non andassero a compromettere l’esistenza stessa del foie gras e del suo insostituibile sapore, diversamente dai belga che ne hanno ricreato nel 2008 un’alternativa vegetale, i francesi hanno voluto ricorrere all’agricoltura cellulare, da laboratorio. Il foie gras rilanciato da Gourmey prevede infatti che tutto inizio con il prelievo di alcune cellule da un uovo di anatra appena deposto. Le cellulare prelevate vengono poi “coltivate” in laboratorio, nutrite con proteine, amminoacidi e zucchero in linea con la dieta che seguirebbero le anatre e le oche costrette a “ingrassare”. Dalle cellule raccolte successivamente si ottiene il foie gras: nessuna violenza e un impatto ambientale pressoché minimo. Sono già tantissimi gli investitori che hanno deciso di scommettere il proprio denaro nella riuscita di questo progetto che potrebbe essere lanciato sul mercato nel corso del 2023 anche se non sfuggono 2 ostacoli: il costo, più elevato (si parla di circa 1.000 euro al kg rispetto ai 100/200 euro del foie gras tradizionale) e il sapore. Molti temono infatti che questa “carne finta”, nata in laboratorio, non sia in grado di soddisfare i gusti dei consumatori anche se è indubbio che rispetto a tagli di carne più consistenti il foie gras possa sposarsi particolarmente bene a questa sua nuova forma.

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