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Il paradosso delle faccende domestiche in Europa

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In Europa, una recente ricerca condotta da Samsung Electronics ha messo in luce un aspetto sorprendente riguardo la gestione delle faccende domestiche.

Gli europei dedicano l’86% del loro tempo a riflettere sulle faccende domestiche piuttosto che a svolgerle effettivamente.

Il dato emerge da uno studio che ha coinvolto oltre 6.000 persone, svelando che la maggior parte degli intervistati crede che i membri della propria famiglia potrebbero gestire con maggiore efficienza queste mansioni.

Le faccende domestiche che occupano maggiormente i pensieri degli italiani durante la settimana includono cucinare, fare pulizie e occuparsi degli animali domestici.

Tuttavia, quando si analizzano le attività realizzate, le pulizie si posizionano al primo posto, seguite dalla cucina e dalla cura degli animali.

Da notare è che, in media, ogni persona si occupa di almeno 7 task domestici, impiegando oltre 30 ore settimanali, un impegno paragonabile a quello di un lavoro a tempo pieno.

Più della metà degli intervistati ammette di provare stress per almeno metà del tempo dedicato a queste attività, e quasi due quinti faticano a mantenere la concentrazione sulle faccende domestiche.

La ricerca ha inoltre identificato le 15 principali attività svolte regolarmente, che includono la pulizia della casa, fare la spesa e gestire le bollette.

Si scopre che gli europei trascorrono il 92% del loro tempo pensando a preparare i pasti anziché effettivamente cucinare, e il 91% del tempo riflettendo sulla sicurezza domestica invece di adottare misure preventive contro i furti.

Inoltre, pensano all’immondizia e alla differenziata per l’88% del tempo, piuttosto che procedere con queste azioni. In Italia, il 58% delle persone vede positivamente il ruolo della tecnologia nell’aiutare a ridurre il carico di lavoro domestico, e il 60% ha già integrato dispositivi per la smart home nelle proprie abitazioni.

Tuttavia, la mancanza di tempo e di motivazione sono i principali ostacoli all’efficienza in questo ambito, con il 37% e il 23% degli intervistati che li indicano come tali.

Se potessero apportare dei cambiamenti, il 39% degli italiani opterebbe per la riduzione dei costi associati alle faccende domestiche, come le bollette dell’energia elettrica, seguita da una diminuzione della quantità di lavoro e dello stress correlato.

Tra le attività che maggiormente consumano le energie prevalgono la pulizia della casa, il mantenere l’ordine e il lavare i piatti.

In conclusione, si evidenzia una discrepanza significativa tra il tempo dedicato a pensare alle faccende domestiche e quello effettivamente impiegato per svolgerle.

Questo “carico mentale” invisibile rappresenta non solo una fonte di stress per molti, ma sottolinea anche l’esigenza di strategie più efficaci per la gestione del tempo e delle risorse domestiche, in cui la tecnologia sembra promettere un potenziale di alleggerimento non trascurabile.

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