Connettiti con noi

PROGRAMMI

Isola dei Famosi, top e flop di un’edizione naufragata

Il meglio e il peggio della 15esima edizione del reality di Canale 5

Pubblicato

su

ilary blasi isola dei famosi finale

L’Isola dei Famosi è finita lasciandoci finalmente liberi di sognare sì, ma un’altra Isola dei Famosi. Partirono in 26, ne rimase uno solo e i primati da attribuire a questa 15esima edizione dell’Isola dei Famosi vanno ben oltre il fatto di essere stata l’unica edizione a non aver potuto godere di una finale in casa. Walter Nudo, Sergio Múñiz, Lory Del Santo, Vladimir Luxuria, Raz Degan: basta elencarne solamente alcuni, facendo riferimento ai vecchi vincitori dell’Isola dei Famosi, per toccare con mano quanto “poco gloriosa” sia stata questa edizione che non ha fatto altro che sottolineare, concorrente dopo concorrente, puntata dopo puntata, quanto poco fosse adatto il format di fronte ad un cast tendenzialmente pigro, capace di essere a proprio agio forse solamente nelle lunghe e piatte giornate sul divano o su una sdraio in giardino dentro la casa del Grande Fratello, talvolta nemmeno Vip.

Che nel caos dietro le quinte di Mediaset siano stati inavvertitamente scambiati i cast tra un programma e l’altro o che siano stati i “famosi” a firmare il contratto sbagliato, non è dato sapere sebbene abbiamo avuto modo di toccare con mano il mediocre risultato: naufraghi fisicamente a pezzi, incapaci di pescare, dinamiche statiche impossibili da scompigliare e una conduzione col gusto per l’autolesionismo, capace di far trasparire qualsiasi emozione purché fosse negativa. Arrivata la boa che ne segna il termine, non rimane che quel senso di insoddisfazione e insofferenza, caratteristiche della conduzione di Ilary Blasi, intollerante nei confronti dei naufraghi, degli amici dei naufraghi, di Rosolino, degli opinionisti, e in fondo a volte forse anche del suo stesso ruolo.

Un’Isola dei Famosi con il cast da Grande Fratello Vip

Deve esserci stato un po’ di masochismo negli uffici della Banijay Italia quando è stato il momento di pensare a chi pescare dal mazzo al momento di formare il cast della 15esima stagione dell’Isola dei Famosi. Un giudizio che non può prendere in considerazione la performance di Akash Kumar, arrivato a lasciare l’Honduras quasi reo confesso di aver sbagliato reality con tanto di mea culpa fintamente ipotetico della Blasi: “Mi dispiace aver scelto te al posto di qualcun altro che questo reality l’avrebbe fatto più volentieri“. E a giudicare dai risultati, probabilmente pure la stessa Blasi avrebbe rifatto più volentieri il Grande Fratello che l’Isola. Un bel “mappazzone“, avrebbe commentato Barbieri, trovandosi di fronte ad un cast che fino allo sbarco tardivo, (decisamente troppo tardivo) di Ignazio Moser non ha saputo eleggere un solo leader, nemmeno spirituale.

Ancor prima che volgesse al termine era stato lo stesso Maurizio Costanzo a spezzare le gambe ad uno dei tanti show che non vantano la conduzione della Maria nazionale: Isola dei Famosi senza Famosi, isolani senza spirito d’avventura, Robinson Crusoe con la paura della solitudine, sopravviventi così sazi del tutto lontano dalle telecamere da non sprecarsi più di tanto per pescare, quasi fosse più facile e meno dispendioso lamentarsi della fame. E se c’è qualcosa che quest’Isola dei Famosi in fondo ci ha insegnato è che ognuno dovrebbe accettarsi per quello che è senza credersi a tutti i costi capace di tutto in tutti i contesti. Discorso dal quale sembra però opportuno esentare Elisa Isoardi: lei sì che può dire di essersi riscoperta (e i riflettori di Mediaset le rendono decisamente molta più giustizia). Ma entriamo nel vivo di quello che abbiamo reputato opportuno salvare e non salvare di questa edizione minata dai ritiri, dai problemi fisici, dalle liti inconsistenti, dai dissapori effimeri e dalle amicizie comodamente televisive.

Isola dei Famosi: cosa salveremo e cosa non salveremo di questa edizione

Di questa edizione dell’Isola dei Famosi 2021 non salveremo, come si era già evinto, Ilary Blasi: laddove non arriva per esperienza se lo porta a casa con simpatica arroganza. Spesso nauseata e a tratti infastidita dal gioco stesso, talvolta appare così indispettita da esser la prima a mettere in dubbio l’ottima riuscita di una prova o la veridicità di un pianto. “Pensate che sia crudele? Voi non sapete cosa vi aspetta dopo“, è una frase che abbiamo sentito e risentito pronunciare dalla Blasi sino all’ultimo, sin quando con sorriso beffardo ha visibilmente goduto di quella caduta che avrebbe impedito l’immediato ricongiungimento tra Cerioli e la compagna. Stesso compiaciuto gusto “pulp” affatto celato di fronte al tenero Ignazio che per amore del gruppo, dell’ideale, non si è tirato indietro dal rasarsi in diretta televisiva. Non salveremo Tommaso Zorzi, perfettamente in sintonia con Ilary Blasi, clinicamente moderato e artificialmente insidioso: nello scarto tra Tommaso Zorzi e Tommaso Zorzi che imita Tommaso Zorzi c’è però la Fossa delle Marianne rivelata dall’occhio mai spontaneo, quello che smaschera la sua criticata, paventata, elogiata inesperienza. E da casa non lo sapremo mai se quell’occhio cadeva spasmodicamente su un copione, sappiamo di certo che se però così non fosse… in futuro è il caso di farlo.

Spezzando improvvisamente la scia dei “flop”, di questa edizione salveremo sicuramente Beatrice Marchetti per la sua dignitosa sofferenza: poche lacrime, poche parole, pochi “confessionali”, forse l’unica naufraga che al momento del provino aveva capito si trattasse de L’Isola dei Famosi. Un discorso che non si può fare, con dispiacere e delusione di chi si aspettava molto, nemmeno per Elettra Lamborghini: intrappolata per certi versi nel suo stesso personaggio, le stories su Instagram tra sbadigli e svogliatezza pubblicati prima della puntata certo non hanno giovato a rendere accattivante il suo ruolo di opinionista. Quasi mai cruciale, è un vero peccato ricordare Elettra solamente per il quantitativo di cibo nascosto dietro alla sua seduta, per gli abiti colorati e per la sua totale indifferenza nei confronti delle dinamiche, fin troppo consapevole di doversi trascinare con o senza voglia verso la poltroncina, rimanerci qualche ora, e lasciar fare ai suoi follower il resto. Non ha saputo fare di meglio nemmeno Iva Zanicchi, salvatasi in corner poche volte e solamente per aver sfidato il politically correct e l’eleganza televisiva con qualche “cu*o” e “caz*o” buttato lì, quasi più per colore emiliano che per altro.

Vera Gemma, di nome e di fatto

Salva, e nemmeno in extremis, Vera Gemma: provocante il giusto e soprattutto al momento opportuno, spregiudicata il giusto e soprattutto al momento opportuno, esagerata il giusto e soprattutto nel reality opportuno, sincera e autentica il giusto e soprattutto nel momento opportuno. Vera Gemma è sicuramente uno di quei personaggi che, se le dinamiche lo avessero concessero, avrebbe potuto ambire al podio tant’è che si vocifera sia già stata adocchiata per altri reality. Totalmente spaesata e al limite del fuori luogo la presenza di Isolde Kostner, vittima del suo senso di responsabilità e della sua serietà, lo stesso che le ha per certi versi impedito di viversi l’Isola per quello che era, un gioco e non una competizione di così tanto rilievo. Impercettibili, la performance è stata così scarna da poterli raggruppare tutti insieme nel gruppo dei “no”: Angela, Daniela, Drusilla, Emanuela, Ferdinando, Francesca, Manuela, Roberto, Rosaria, coloro che tornando in Italia non hanno mancato di sottolineare quanto questa esperienza gli abbia “dato”, e forse perché conviene molto più che chiedersi cosa all’Isola abbiano dato loro.

Della serie “si stava meglio quando si stava peggio”, l’Isola dei Famosi è stata sicuramente propedeutica per Gilles Rocca che dovrebbe essersi accorto di non essere portato per i giochetti “alla Mediaset”, ma il condizionale è doveroso usarlo di fronte ad un perseverare diabolicum. Salvo a sorpresa Andrea Cerioli, il meno adatto al reality ma anche l’unico abbastanza sincero da ammetterlo sin dal principio, riuscendo tra autocommiserazione e crisi di nervi dalla fame e cavalcare l’emotività del pubblico e dei suoi stessi compagni, sempre pronti a dargli da mangiare pur di non sentirlo. Che nella vita sia così o no, fosse anche solo stata una strategia, Cerioli esce vincente. Si salva e non si salva, così come è carne e pesce, il vincitore Awed: che fosse stata l’Isola dei Famosi o Temptation Island, avrebbe fatto pochissima differenza e in fondo quel desiderio di partecipare probabilmente a qualsiasi show l’ha salvato, facendogli piacere anche un programma come l’Isola che ha vinto grazie ad una gavetta fatta sul web, il luogo per certi versi ancora “oscuro” grazie al quale è riuscito spegnere il microfono di Valentina Persia. Sospensione di giudizio per Brando Giorgi, Beppe Braida, Elisa Isoardi e Paul Gascoigne: chi lo sa cosa ne sarebbe stato di loro se rami negli occhi, prove e lapilli non avessero minato alla loro salute.

Sano e salvo Rosolino, l’inviato meno inviato di sempre

Di questa 15esima edizione dell’Isola dei Famosi, insieme a Vera Gemma, salviamo poi e a pieni voti Massimiliano Rosolino, un po’ per infastidire Ilary Blasi e un po’ per merito. Il suo non-essere-un-inviato ci fa presupporre che prima dello sbarco Rosolino, specchiandosi nel bagno dell’aereo, sia sceso a patti con sé stesso accettando la sua naturale inadeguatezza. Risultato: l’aver rinunciato ad essere quello che il pubblico, Ilary, gli opinionisti, i naufraghi e la produzione avrebbero voluto che lui fosse ha fatto sì che Rosolino sia emerso esattamente per ciò che Rosolino è, buono, confusionario, leggero, poco disonesto, genuino. Di certo non il miglior inviato di sempre ma nemmeno il classico inviato. In ultimo sentiamo di dover salvare in maniera quasi del tutto disattesa, Valentina Persia, la non-vincitrice di questa edizione dell’Isola dei Famosi, classificandosi seconda: talvolta ambigua, talvolta leader, talvolta motivatrice, talvolta deleteria per lo share, siamo quasi certi che se non altro per grinta e carisma e un briciolo di spirito di sopravvivenza in più rispetto al resto del cast, si sarebbe più che meritata la medaglia d’oro.