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MUSICA

La recensione di Flop! Il nuovo album firmato Salmo, con rabbia e malinconia 

Un album che propone il lato più critico e rivoluzionario di un artista che sembra non sbagliare una canzone

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Salmo Maurizio Pisciottu

Nonostante lo straordinario successo e la fama ormai internazionale di Salmo, il momento giusto per lui di raccontare alcune sfumature della sua personalità non era ancora arrivato. L’occasione per Maurizio Pisciottu (questo il vero nome dell’artista), trentasettenne sardo di Olbia, si è presentata finalmente con questo nuovo disco che, a dispetto del titolo Flop!, in una sola settimana dall’uscita ha venduto un numero straordinario di copie.

Flop! solo nel titolo: il nuovo album di Salmo è già un successo

Flop! è un album che, ricco di brani (ben diciassette, tutti essenziali e non prolissi), si rivela duro, ostico, non facile da comprendere inizialmente e questo per via dei testi, chiaramente di denuncia sociale (“di protesta”, come si diceva una volta), un affondo ai danni delle storture sempre più frequenti nella società moderna.

Ed è proprio per questo che, ad un certo punto, Salmo si presenta agli ascoltatori definendosi “il Messia del rap”: succede nel brano YHWH, che al pari di Che ne so, A Dio e Fuori di testa risulta carico di attacchi nei confronti di una dottrina cristiana che nasconde un certo lato di ipocrisia ed incoerenza (“Padre, non sono un infame, no, io che volevo trovare qualcuno cui valga la pena pregare”).

Protesta e critica sociale sono la linfa del nuovo lavoro di Salmo

Gli altri inevitabili bersagli affrontati dai brani inseriti in Flop! sono l’alienazione giovanile, soprattutto di stampo borghese, che raggiunge il culmine con l’inconcepibile “giocare con le armi” dai risultati sovente funesti, il perbenismo zeppo di luoghi comuni in cui si crede solo “per partito preso”, una vita in cui contano solo l’arrivismo e il profitto, senza badare alla reale qualità del singolo soggetto, l’imitazione e l’emulazione erette a sistema.

Salmo Flop!

Una quotidianità quindi, quella odierna, sempre più confusa e confusionaria, la quale provoca ripercussioni anche nell’animo della gente “di buona volontà”. Vi è infatti un verso del brano dal titolo Mi sento bene che focalizza meglio queste criticità: “Sono un tipo disturbato ma soltanto dagli altri”

Le collaborazioni di Salmo in Flop!

Tra le partecipazioni a questo album segnaliamo la sempre impeccabile chitarra blues in stile finger picking di Alex Britti in A Dio, il dolce timbro vocale di Shari Noioso ne L’angelo caduto, struggente brano sul tema della morte in giovane età, l’attore Josafat Vagni con il monologo in romanesco Vivo, una sorta di breve preludio al brano principe del disco Flop! e il rap del siculo-lombardo Marracash ne La chiave

Voto all’album Flop! di Salmo: 8.5

Ribadiamo: Flop! non è un disco “facile”, ma dopo più ascolti s’inquadra nella memoria dell’ascoltatore per l’amarezza e il pessimismo che pervadono i testi di Salmo. Insomma, una raccolta di monologhi (e qualche dialogo) rap, rabbiosi e malinconici, segno del difficile tempo in cui viviamo. 

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