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Lettere da Sanremo: carpet diem, è il Festival bellezza!

L’editoriale di Marco Zoccali da Sanremo

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Teatro Ariston 2022

Sanremo che vai, vip che trovi: il safari più bello che c’è

La giornata che ha anticipato la prima serata di Festival è stata caratterizzata dalla densità. Di informazioni, diffuse dall’ufficio stampa Rai ad un ritmo più incalzante della canzone di Dargen D’Amico, di conseguente lavoro per chi ha il privilegio di sudare in sala stampa, di emozioni, grazie ad una selezione musicale che è ancora una volta di livello molto alto e infine densa di volti noti. I vipponi, quelli veri, non sono nella Casa del Grande Fratello, sono qui a Sanremo, perché il Festival resta ancora carico di mondanità intrinseca dal sex appeal fatale.

Camminare lungo la via che dal teatro Ariston porta dritti al Casinò permette di incontrare svariate personalità del mondo dello spettacolo nel proprio habitat naturale. Sanremo diventa tutta un palco in questi 5 giorni dell’anno e il green carpet si estende ben oltre il metraggio di erba sintetica deposto all’ingresso dell’Ariston.

Il momento migliore per il safari delle celebrità è la mezz’ora successiva al termine della puntata. È quel momento in cui puoi vedere passeggiare in solitaria Marino Bartoletti, tra i più grandi esperti di Festival al mondo e un secondo dopo incrociare l’occhio tumefatto di Gilles Rocca, che è sia volto Rai che espertissimo addetto ai lavori nel dietro le quinte. Si può, combattendo il freddo e l’ora tarda, trovarsi di fronte a Mattia Vitale dei Meduza e ci si può scambiare un saluto, una chiacchiera, una risata.

Green carpet Sanremo
Il green carpet di Sanremo

Fratelli d’Italia, la musica s’è desta

La cosa più bella del Festival è però che questi momenti di fanciullesca meraviglia per la presa di coscienza dell’essenza umana di iconografie del piccolo schermo fanno sentire anche l’osservatore parte dello spettacolo. Per questo il Festival 2021 è stato così difficile, per questo Fiorello da un lato non voleva tornare, ma è risalito sull’Ariston. Perché Sanremo è il pubblico, è l’Italia intera. Facciamo tutti parte dello spettacolo da protagonisti.

Non resta così che goderselo. Dalla sala stampa, dal teatro Ariston, dal divano di casa, dalle transenne che affacciano sul green carpet, dall’estero. È uno show, il più grande (per quanto qualcuno non riesca a sopportarlo) che realizziamo ogni anno con indefessa costanza dal 1951. Godiamocelo, che importa se Ornella Muti non ha portato sul palco dell’Ariston un discorso da Winston Churchill, che importa se Massimo Ranieri non azzecca qualche nota, chissenefrega se dura tanto, è Sanremo ragazzi! Siamo tutti noi, quest’anno più che mai. Mia nonna può goderne tanto quanto me, può votare il suo idolo Iva Zanicchi mentre io sento i brividi ascoltando Mahmood e Blanco. Possiamo goderne tutti, l’Italia oggi, e fino a sabato sera, è un gigantesco green carpet. Camminiamoci sopra mano nella mano, con Amadeus capofila. Musica maestro.

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