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Libri proibiti e censura: il pericoloso fenomeno torna di moda, l’allarme del NYT

Ritorna il pericoloso fenomeno della censura e in America torna a farsi sentire in maniera preoccupante la voce dei nostalgici di un indice dei libri proibiti

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In preoccupante aumento i nostalgici dell’Indice dei libri proibiti

Qualcuno vuole far tornare in auge “l’indice dei libri proibiti”. A parlare recentemente di questa pericolosa moda di ritorno è stato il New York Times. Sembra sia infatti sempre più considerevole il numero di tentativi messi in atto in America da parte di famiglie che vorrebbero avere il potere di bandire libri, impendendone la lettura soprattutto ai giovani, nelle scuole. Tentativi che, in molti casi, hanno trovato pieno appoggio dal mondo della politica.

Da Oklahoma al Wyoming e nella lista nera c’è anche ‘Il racconto dell’ancella’

In Oklahoma ad esempio, come spiega il NYT, è stata presentata una legge per proibire alle biblioteche delle scuole pubbliche di avere libri sul sesso così come sull’identità di genere. Analogamente, in Wyoming, al centro del ciclone si troverebbe Questo libro è gay di Juno Dawson. Un racconto delicato e aperto su tematiche quanto mai attuali e importanti che però, molti genitori, non vorrebbero portare all’attenzione dei figli dicendosi anzi indignati da questa lettura al punto sporgere denuncia. Un vero pullulare di denunce che imputano alle librerie la colpa anche solo di possederlo. Nella lista di libri finiti nel mirino di questa nuova e preoccupante ondata di censura ci sarebbe anche il celebre Il racconto dell’ancella, colpevole d’essere fortemente ideologizzato, troppo femminista. “È un fenomeno piuttosto sorprendente qui negli Stati Uniti vedere tornare di moda i divieti di libri“, ha dichiarato al New York Times Suzanne Nossel, amministratrice delegata dell’organizzazione per la libertà di parola PEN America.

Libri proibiti e censura: una moda vecchia ma mai così tanto politicizzata

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Anche in anni precedenti alcuni genitori si erano riuniti per protestare, non stiamo parlando di una tendenza per questo motivo “nuova” per gli USA. Quello che cambia rispetto al passato però è la politicizzazione del fenomeno. Per cavalcare l’onda, uomini di potere si stanno schierando inequivocabilmente da una parte o dall’altra mentre bibliotecari, librai e personale scolastico si ritrovano in mezzo a due fuochi. C’è poi l’aumento delle richieste di censura, probabilmente dovuto al crescente fenomeno della cancel culture, una forma di “boicottaggio estremo”. Così, nel nome del presunto diritto di educare i propri figli, si lede la libertà di espressione. Ma non solo: verrebbe anche meno la libertà di altri genitori e figli che invece vorrebbero essere liberi di leggere ciò che piace a loro. Magari per sviluppare una coscienza civile.

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