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TV e SPETTACOLO

L’informazione costa troppo: giù il sipario per TG4, Studio Aperto e Sport Mediaset

Svolta epocale nel palinsesto Mediaset: addio alle storiche trasmissioni dedicate alle news

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Emilio Fede Tg4

15 giorni ancora e la televisione italiana perderà alcuni dei telegiornali che hanno fatto per 40 anni la storia dell’informazione. Non tutti, certo, ma gran parte dei prodotti televisivi del gruppo Mediaset destinati all’informazione giornalistica chiuderanno i battenti. Studio Aperto, TG4 e Sport Mediaset sono infatti prossimi ad andare in onda per l’ultima volta alla fine di novembre.

L’annuncio di Mediaset: addio a TG4, Studio Aperto e Sport Mediaset

La decisione presa dal CEO del gruppo, Pier Silvio Berlusconi, proviene da una motivazione tanto semplice da risultare ancor più sconvolgente: l’informazione costa troppo. La valanga di professionisti assoldati per fornire il racconto alla nazione incide a tal punto sulle casse aziendali da non risultare più sostenibile. L’unica soluzione è presto trovata, ridurre i costi: meno inviati, meno tecnici, meno giornalisti. Meno voci incaricate di narrare al pubblico i fatti e gli accaduti, ma meno anche i grattacapi di chi osserva con attenzione il bilancio.

L’informazione della rete sarà affidata a TG5 e TGcom24

Il gioco non vale più la candela, gli ascolti sono bassi e non c’è più spazio nel futuro dell’azienda per accettare qualcosa di meno di un successo. Tanto più quando grandi sforzi vengono profusi nella creazione di un prodotto informativo dal taglio più universale rispetto alle edizioni pensate ad hoc per il pubblico dei vari canali, ovvero TGcom24. Proprio qui confluiranno gli esodati delle redazioni prossime alla chiusura, mentre non pochi saranno i tagli (i contratti a tempo determinato non saranno rinnovati) e i pensionamenti anticipati. TGcom24 sarà il futuro prodotto informativo di punta del gruppo e si occuperà di creare servizi con tagli vicini agli ormai “vecchi” Tg4 e Studio Aperto. Unico superstite di questa rivoluzione (o evoluzione): il TG5.

Il passo compiuto dall’azienda benché non sarà visto come particolarmente rilevante da qualcuno (soprattutto dai non spettatori dei tg in chiusura), ma è indicativo della visione che ha l’azienda sui programmi destinati all’informazione, che ha un urgente bisogno di adeguarsi alle nuove abitudini del pubblico e di trovare nuove forme e dimensioni.

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