GOSSIP
Luca Ward registra la sua voce come marchio: «Così mi difendo dall’AI che clona le voci»
Il celebre doppiatore italiano lancia l’allarme sull’intelligenza artificiale e invita le istituzioni a regolamentare il settore: «Se mi clonano davvero, posso anche smettere di lavorare»
Il doppiatore e attore Luca Ward ha deciso di proteggere il suo strumento di lavoro più prezioso: la voce. L’artista, celebre per aver doppiato attori come Russell Crowe, Hugh Grant e Pierce Brosnan, ha registrato legalmente il proprio timbro vocale come marchio sonoro per difendersi dalla clonazione tramite intelligenza artificiale.

Una scelta che nasce dalla crescente diffusione di tecnologie capaci di replicare voci umane in modo sempre più realistico.
Come funziona la registrazione della voce
Ward ha spiegato che il processo è stato sorprendentemente semplice. Per registrare il marchio vocale gli è bastato pronunciare una frase: «Io sono Luca Ward».
Il costo dell’operazione, gestita tramite uno studio legale tra Milano e New York, è stato relativamente contenuto: circa 1.000–1.500 euro. Una cifra che, secondo l’attore, potrebbe permettere anche ad altri professionisti di tutelarsi.
Un segnale all’intero mondo creativo
Il doppiatore racconta di aver ricevuto numerose richieste di informazioni da colleghi attori, cantanti e professionisti dello spettacolo interessati a proteggere la propria identità vocale.
Secondo Ward il problema non riguarda solo il doppiaggio, ma tutti coloro che lavorano con contenuti creativi: scrittori, giornalisti e sceneggiatori.
L’appello alle istituzioni
Luca Ward sottolinea di non essere contrario all’innovazione, ma ritiene necessario stabilire regole chiare per l’uso dell’intelligenza artificiale.
«La tecnologia va governata», spiega. «Va bene finché c’è qualcuno che la controlla».
Una posizione che riflette il crescente dibattito internazionale sull’uso dell’AI nella cultura e nell’industria creativa.