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MUSICA

Mango, morire in scena: l’ultima canzone prima dell’addio

Il compleanno di un grande della musica italiana impossibile da dimenticare

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Mango avrebbe compiuto oggi 68 anni

Sai, Laura, che sarebbe davvero una cosa speciale per me morire in scena, mentre sto cantando una mia canzone?“: un giorno, il cantautore lucano Pino Mango, più noto semplicemente con il proprio cognome, conversa con la moglie Laura Bortolotti (in arte Laura Valente). Una discussione che verte proprio sul momento estremo di ogni uomo, formulando quell’ipotesi cara ad ogni artista: salutare il mondo con un ultimo guizzo del proprio modo di dare spettacolo, davanti al proprio pubblico.

L’ultima canzone di Mango quella notte a Policoro

La sera di domenica 7 dicembre 2014, Mango, prolifico cantante e autore attivo da una quarantina d’anni, dapprima spalleggiato dal fratello Armando e poi impegnato da solo nello sviluppo della propria creatività, si esibisce praticamente a poche decine di chilometri dalla sua cittadina natale. Com’è noto, è originario di Lagonegro, nel Potentino, mentre il recital di quella sera si tiene a Policoro, nel Materano. Per la precisione, al PalaErcole della località lucana si svolge una serata musicale di beneficenza dal titolo Mondo di colori, animata da più cantanti. Ognuno tiene uno spettacolino, un “set”, come si suol dire.

ll malore e la morte di Mango, sul palco

Da buon “padrone di casa”, Mango entra in scena per ultimo, dopo la mezzanotte e riassume i propri cavalli di battaglia da Lei verrà a Bella d’estate, da La rondine a Chissà se nevica. Alla fine dell’esibizione, secondo tradizione, l’artista intona un altro celebre motivo del suo repertorio, Oro, quand’ecco che si accorge di non sentirsi bene e, invitando i suonatori che lo accompagnano a fermarsi, chiede scusa al pubblico e si allontana verso le quinte.

La morte del fratello durante la veglia

Viene chiamata immediatamente un’ambulanza. Tutto però è inutile e fatalmente si realizza quella che per Mango stesso era non più che un’ipotesi. All’arrivo del cantautore in ospedale, i medici non possono fare altro che constatarne la morte, all’età di 60 anni, un mese e due giorni. Subito accorrono all’ospedale di Policoro i familiari dell’artista appena scomparso: il fratello maggiore, che ha 15 anni di più, muore di dolore. Anche l’altro fratello Armando, con cui Pino aveva litigato tempo prima ha un malore, ma riesce a riprendersi.

L’addio a Mango: il cordoglio del mondo della canzone italiana

La brutta notizia, diffusa prontamente dagli organi di informazione, sconvolge il pubblico italiano. Le radio trasmettono ripetutamente le canzoni più famose di Mango e anche Facebook rigurgita di post in memoria dell’artista lucano. Si ripercorre la carriera del cantautore partendo dai primi successi come Se mi sfiori, brano interpretato nel 1976 da Mia Martini, e Sentirti, lanciato da Patty Pravo 2 anni dopo.

Anche il grande paroliere Giulio Rapetti alias Mogol, che prese i fratelli Mango sotto la propria “tutela” artistica nel 1978, spende parole di ammirazione e cordoglio per l’amico letteralmente uscito di scena. Anche gli pseudo-detrattori, a volte infastiditi dal timbro troppo acuto (eppur inconfondibile) con cui Mango modulava certi passaggi delle sue canzoni, mostrano un certo rispetto per il ricco “corpus” lasciato dal cantautore di Lagonegro. In una parola: vere e proprie poesie regolarmente pubblicate in due antologie editoriali, poi riunite in un unico volume uscito postumo. Solo un mese dopo si ripeterà questa situazione, quando se ne andrà un altro grande cantautore amato da tutti, il napoletano Pino Daniele.

A cura di Cesare Borrometi

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