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Napoli tappezzata da manifesti con bestemmie: al via il “festival della blasfemia”

Un festival che è già sulla bocca di tutti, fra chi lo difende e chi invece proprio non lo accetta

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Festival blasfemia napoli
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Da giorni Napoli non si sveglia soltanto con l’aroma del caffè, ma anche con un pieno di insulti e bestemmie che ha preso d’assalto le vie della città. A Napoli infatti si sta tenendo la mostra “Ceci n’est pas un blasphème, kermesse a favore della la libertà d’espressione contro la censura religiosa. Ma in cosa consiste questo evento e, soprattutto, cosa ne pensano i cittadini?

Napoli, i manifesti e il festival della blasfemia

Festival blasfemia napoli
Uno dei manifesti apparsi a Napoli. Fonte: Instagram

Il capoluogo partenopeo si è trasformato recentemente nel palcoscenico a cielo aperto per gli artisti di questo a dir poco particolare festival. Le sue vie sono state invase da poster affissi in lungo e in largo, dove è possibile notare famosissimi brand e loghi della cultura pop, come quello della Disney o del Crodino, rimaneggiati con frasi non proprio convenzionali. Giochi di parole che ammettono insulti, bestemmie e parolacce, trasformandosi in strumento per tutti coloro che vogliono rivendicare la propria libertà espressiva anche al di fuori delle mura in cui il festival ha sede istituzionale. Insomma, una vera e propria lotta senza quartiere alla censura religiosa.

La mostra Ceci n’est pas un blasphème, che omaggia nel nome il quadro Ceci n’est pas une pipe di René Magritte, si tiene dal 17 al 30 settembre ed è patrocinata dal Comune di Napoli, che ha concesso alcuni locali proprio per le esposizioni, come il Palazzo delle Arti di Napoli, co-promotore dell’iniziativa, che quindi dovrebbe avere il benestare delle istituzioni. Forse.

La polemica contro i manifesti

Festival blasfemia napoli
Manifesto del Festival Ceci n’est pas un blasphème. Fonte: Instagram

Il problema nasce proprio dai manifesti, affissi anche in prossimità di luoghi di culto. Numerosissime le lamentele e le critiche da parte dei cittadini, arrivate come la pioggia monsonica ad abbattersi sulla manifestazione. Tempestiva la presa di posizione da parte del Comune, che per bocca dell’assessore Annamaria Palmieri ha assicurato che: “I manifesti verranno rimossi perché sono abusivi, non li abbiamo autorizzati“.

Altrettanto immediata la contro-risposta della direttrice artistica del festival, Emanuela Marmo, che difende la libertà d’espressione degli artisti coinvolti:” Trovo ridicolo e pretestuoso metterli in difficoltà”.