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Ornella Muti, arrestata la sorella Claudia: deteneva un litro di “droga dello stupro”

Il pacco conteneva 3 flaconi, uno destinato al figlio Giovanni

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Claudia Rivelli
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Finisce nei guai la sorella di Ornella Muti, la 71enne Claudia Rivelli, a causa di un’indagine della Polizia Giudiziaria che ha condotto infine alla porta di casa della donna. La vicenda chiama in causa un pacco sospetto, rivelatosi poi contenere flaconi di droga dello stupro, destinati in parte a Londra, più precisamente a Giovanni Leone, figlio di Claudia. Ripercorriamo insieme le tappe di quanto avvenuto.

Un pacco sospetto contenente droga conduce la Polizia a casa Rivelli

Come riporta Il Corriere della Sera, da tempo la Polizia di Fiumicino sta monitorando con attenzione l’arrivo di ingenti quantitativi all’aeroporto di Gbl, sostanza stupefacente chiamata in gergo “droga dello stupro”, tracciando i movimenti dei pacchi sospetti. Proprio uno di questi ha condotto nel suo percorso gli agenti a casa della sorella di Ornella Muti, Claudia Rivelli.

Il contenuto del pacco

La prima tappa del pacco è stata l’abitazione della defunta Ilse Renate Krause, madre della Rivelli, da dove un secondo corriere ignaro del contenuto l’ha poi condotto il giorno seguente nell’abitazione di Claudia. Mandato alla mano, la polizia ha fatto irruzione nell’appartamento e ha rinvenuto 3 flaconi contenenti in totale un litro di Gbl, sostanza capace di inibire i ricordi e causare effetti simili a quelli indotti dall’uso di barbiturici. La donna è stata dunque arrestata (martedì) con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e ha dovuto presentarsi nella giornata del 16 settembre davanti al giudice Valentina Valentini.

La spiegazione della donna

Claudia Rivelli ha definito il prodotto non come droga, bensì come detergente da lei utilizzato per la pulizia e lucidatura dell’argenteria di casa. La donna ha aggiunto che avrebbe dovuto spedire uno dei flaconi al figlio Giovanni, di casa a Londra. Il magistrato “dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto il suo ritorno in libertà senza condizionarlo a nessuna misura restrittiva della libertà personale in virtù del fatto che non aveva precedenti penali”, come spiega Il Corriere della Sera.