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Pier Paolo Pasolini, nuova ipotesi sulla morte: “Voleva riprendersi le pellicole rubate”

Una relazione dell’Antimafia disegna un nuovo inquietante scenario sul suo decesso

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Pier Paolo Pasolini

Lo scrittore, poeta e regista avrebbe deciso di recarsi ad Ostia quella sera per tornare in possesso di alcuni suoi lavori

La morte di Pier Paolo Pasolini, avvenuta il 2 novembre del 1975 presso l’Idroscalo di Ostia, potrebbe vedere cambiata la sua sceneggiatura a distanza di 47 anni. Uno scenario nuovo, disegnato dal lavoro della Commissione parlamentare Antimafia della precedente legislatura e fulcro della derivata relazione resa nota oggi 16 dicembre, nel quale diventano figure di rilievo diversi soggetti della malavita del luogo, anche legati alla Banda della Magliana.

Pier Paolo Pasolini: a 47 anni dalla morte arriva la nuova ipotesi

Le modalità dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini sono rimaste pressoché un mistero sino ad oggi, ma la volontà di fare chiarezza, seppur questo non sia utile ai fini di imputazione degli eventuali colpevoli, non si è mai fermata. Così, dopo una lunga opera di analisi dell’ultimo periodo di vita di Pasolini, ecco la nuova ipotesi. Il regista avrebbe deciso di recarsi all’Idroscalo di Ostia per recuperare alcuni suoi lavori. Nel dettaglio, alcune pellicole del film Salò e le 120 giornate di Sodoma, che gli erano state sottratte. Il lavoro cinematografico era ancora in produzione, pertanto Pasolini avrebbe deciso di muoversi in prima persona per tornare in possesso del tutto. L’epilogo è però stato drammatico.

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