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Pippo Baudo, il retroscena sul Festival di Sanremo: “Mi propose di spostarlo a Montecarlo”

E ora tutti devono chiederselo: cosa ne sarebbe stato del Festival se Pippo Baudo avesse accettato?

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Pippo Baudo racconta il suo Festival di Sanremo dall’alto delle sue 13 edizioni condotte, un record quasi del tutto impossibile da battere se si pensa anche solo al longevo Amadeus che, nonostante gli indici di apprezzamento, si trova al momento alla sua sola terza edizione consecutiva. Del Festival Pippo Baudo conosce ogni retroscena, aneddoto, segreto e proprio per questo lavora ora ad un progetto narrativo che porti alla luce ciò che del Festival si fatica a vedere o ricordare.

Tra ciò che “non si è visto”, vi è anche una particolare richiesta arrivata per spostare il Festival.

Festival di Sanremo: il retroscena di Pippo Baudo

Cosa ne sarebbe stato se il Festival di Sanremo non fosse stato o non fosse stato più celebrato in Riviera, nell’omonima città di Ponente. Se lo chiede anche Pippo Baudo, il suo più longevo conduttore. Intervistato da Libero, la leggenda della televisione e del Festival racconta i retroscena, le sfaccettature insolite della gara canora che tuttora rappresenta uno dei più importati e prestigiosi eventi italiani dell’anno.

La telefonata di Ranieri III e la proposta di spostare il Festival

Dalle lacrime di Gianni Morandi nell’apprendere della morte di Claudio Villa ad una particolare telefonata di Ranieri, non Massimo. Pippo Baudo lo ricorda come uno dei retroscena più strani e assurdi di sempre che stanno alle spalle dell’Ariston: “Un giorno Ranieri di Monaco mi telefonò – racconta Pippo Baudo a Liberoe mi propose di spostare il Festival a Montecarlo. Declinai l’offerta e feci aggiungere il genitivo ‘Sanremo’“. Un aneddoto interessante che lascia adito a fantasticare su cosa sarebbe stato del Festival di Sanremo se da Sanremo si fosse poi spostato a Montecarlo, pochi km più avanti, sempre sulla costa ma in tutt’altro Stato. Ma di aneddoti come questi ce ne sono di numerosi e Pippo Baudo è pronto a raccontarli tutti in un progetto che oltre a parlare di Festival parlerà del Paese e di come, insieme, siano cambiati.